“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20)

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    • Aldejes

      “Abbiamo abbandonato la preghiera. Il male dell’attivismo efficiente si è infiltrato ovunque. Cerchiamo di imitare l’organizzazione delle grandi aziende. Dimentichiamo che solo la preghiera è il sangue che può irrigare il cuore della Chiesa….. Chi non prega ha già tradito. È già preparato ad ogni compromesso con il mondo. Cammina sui passi di Giuda”. (Card. Sarah)

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        Che ne è stato dell'Amore ? (disse il buonismo)

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        Che ne è stato dell'amore ? e della fratellanza ? Dissero coloro che uccidevano i propri figli nel grembo, che lasciavano morire di fame e sete i bambini 

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          Scarica l'app cristiana IO CERCO TE GESU', è gratuita
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          - Letture...

          • VienieSeguimi

            Io non mi sono sposato per essere onorato ed amato. Certo lo desidero, ma non dipende da me. Io mi sono sposato per amare ed onorare la mia sposa. Ho promesso questo, null’altro. Questo si che dipende da me. Certo anche la mia sposa ha promesso di onorarmi ed amarmi. Questo è però il suo impegno, non il mio. Non è la stessa cosa. Cambia prospettiva. Non mi concentro su ciò che fa o non fa lei, ma su quello che faccio o non faccio io. Io ho promesso di servire. Non mi sono sposato per essere servito, ma per servire. Non ci si sposa per essere amati, ma per amare. Capite bene che se non ci si sposa con questa convinzione il matrimonio sarà un sicuro fallimento.

            • VienieSeguimi

              "Fai quello che puoi e chiedi quello che non puoi. Ed Egli farà in modo che tu possa".

              S. Agostino

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                  Meglio Cristiani che atei ipocriti

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                  Meglio Cristiani che atei ipocriti suona meglio di meglio atei che ipocriti ...

                  • Aldejes

                    Mercoledì 20 Marzo 2019
                    S. Martino; S. Cutberto; B. Ambrogio Sansedoni
                    2.a di Quaresima
                    Ger 18,18-20; Sal 30; Mt 20,17-28
                    Salvami, Signore, per la tua misericordia.

                    PREGHIERA DEL MATTINO
                    Signore, vorrei seguirti proprio come la roccia che si spostava nel deserto, vorrei bere al tuo costato ferito, vorrei succhiare il sangue prezioso dell'amore. Come l'apostolo, vorrei essere sempre con te e solo con te, anche se dovessi versare il mio sangue nell'estrema testimonianza. Voglio seguirti sulla terra ed entrare con te nelle regioni celesti. Non ho rifiutato il calice che il Padre mi ha dato da bere, perciò ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

                    ANTIFONA D'INGRESSO
                    Non abbandonarmi, Signore mio Dio, da me non stare lontano; vieni presto in mio aiuto, Signore, mia salvezza.

                    COLLETTA
                    Sostieni sempre, o Padre, la tua famiglia nell'impegno delle buone opere; confortala con il tuo aiuto nel cammino di questa vita e guidala al possesso dei beni eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

                    PRIMA LETTURA
                    Venite, e colpiamo il giusto.
                    Dal libro del profeta Geremia 18,18-20
                    [I nemici del profeta] dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremìa, perché la legge non verrà meno ai sacerdoti né il consiglio ai saggi né la parola ai profeti. Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole». Prestami ascolto, Signore, e odi la voce di chi è in lite con me. Si rende forse male per bene? Hanno scavato per me una fossa. Ricordati quando mi presentavo a te, per parlare in loro favore, per stornare da loro la tua ora.
                    Parola di Dio.

                    SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 30)
                    R: Salvami, Signore, per la tua misericordia.
                    Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
                    perché sei tu la mia difesa.
                    Alle tue mani affido il mio spirito;
                    tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. R.
                    Ascolto la calunnia di molti: «Terrore all'intorno!»,
                    quando insieme contro di me congiurano,
                    tramano per togliermi la vita. R.
                    Ma io confido in te, Signore;
                    dico: «Tu sei il mio Dio,
                    i miei giorni sono nelle tue mani».
                    Liberami dalla mano dei miei nemici
                    e dai miei persecutori. R.

                    CANTO AL VANGELO (cf. Mc 10,45)
                    R: Lode e onore a te, Signore Gesù.
                    Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
                    chi segue me, avrà la luce della vita.
                    R: Lode e onore a te, Signore Gesù.

                    VANGELO
                    Lo condanneranno a morte.
                    + Dal Vangelo secondo Matteo 20,17-28
                    In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
                    Parola del Signore.

                    OMELIA
                    Sin dagli esordi della sua predicazione Gesù andava annunciando l'avvento del Regno. Appare evidente che molti non ne avevano compreso la natura e le caratteristiche. I più lo riducevano a dimensioni umane prevedendo logicamente un re, i suoi ministri, il potere e la gloria. È perciò comprensibile lo sbigottimento dei Dodici al sentire il loro Maestro parlare di condanna a morte, di flagellazione e addirittura di crocifissione e di morte. Egli aggiunge: «Ma il terzo giorno risorgerà». L'annuncio e la promessa finale della risurrezione non è sufficiente però a fugare e correggere le loro illusioni. Costatiamo ancora una volta che quando si profila l'ombra della croce, se la grazia non ci sostiene e lo Spirito non ci illumina, sgorga in noi istintivamente il rifiuto. È troppo lontano quel segno dai nostri sogni di gloria. La mente umana non riesce a comprendere che una liberazione totale, un riscatto dal male, un nuovo e definitivo patto di alleanza tra Dio e gli uomini, debba passare per la via oscura della morte e della croce. Ancora oggi quel segno di morte e di vittoria diventa motivo di fede e di speranza per molti, per altri però è motivo di scandalo, specie se lo si vuole giudicare solo con i limiti dello sguardo della ragione umana. Davvero i disegni di Dio trascendono ogni umana immaginazione: nessuno al mondo avrebbe potuto pensare che la redenzione si dovesse attuare mediante l'umiliazione del figlio di Dio nell'incarnazione prima, e poi nella crudelissima passione e nella sua morte nell'ignominia della croce. Chi del resto avrebbe potuto misurare in anticipo l'immensità dell'amore di Dio e della sua misericordia senza limiti? Avremmo dovuto saper valutare prima la gravità del peccato e tutte le sue funeste conseguenze. La via della vera gloria ha ora un percorso completamente diverso: consiste nella sequela di Cristo, consiste nel bere il calice amaro del dolore e delle nostre umane passioni fino al martirio, fino alla croce, abbracciata come lui per amore. Chi vuole diventare grande dice più esplicitamente Gesù, contrariamente all'andazzo del mondo, «si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti». Questa dimensione dell'amore era completamente ignota prima di Cristo. Ora è motivo fondamentale della nostra fede e orientamento sicuro del nostro agire. (Padri Silvestrini)

                    PREGHIERA SULLE OFFERTE
                    Accogli, Signore, il nostro servizio sacerdotale, e donaci la stessa fedeltà e purezza di cuore, che animò san Giuseppe nel servire il tuo unico Figlio, nato dalla Vergine Maria. Per Cristo nostro Signore.

                    ANTIFONA ALLA COMUNIONE
                    «Bene, servo buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo Signore».

                    PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
                    Proteggi sempre la tua famiglia, Signore, che hai nutrito alla mensa del pane di vita nel ricordo gioioso di san Giuseppe e custodisci in noi i doni del tuo amore di Padre. Per Cristo nostro Signore.

                    PREGHIERA DELLA SERA
                    "Io veglio in una notte fonda. Quando sarà di nuovo mattina, Signore, rischiara e guida la mia anima sul sentiero dei tuoi comandamenti; insegnami, Salvatore, a fare la tua volontà. Per il peccato la notte ha invaso la mia anima, la mia vita si è bloccata nelle tenebre senza possibilità di uscita. Tu solo, mio Dio, puoi fare di me un figlio della luce. Come il figliol prodigo, ho dissipato i tuoi doni, il mio spirito lontano da te si è oscurato nella menzogna, ma io mi rialzerò dall'ombra della morte e ritornerò da te".

                    • Enrico53
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                        • Aldejes

                          Dio ha chiuso la bocca del leone per Daniele. Ha diviso il mar Rosso per Mosè. Ha dato un bambino a Sara. Ha risuscitato Lazzaro dalla morte. Niente di ciò che affronterai oggi sfugge al suo controllo. Fidati di Dio!

                          • Aldejes
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                            Il silenzioso, tiepido e mondano Cristianesimo fai da te

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                            Il silenzioso, tiepido e mondano Cristianesimo fai da te è uno dei problemi odierni che noto sempre più spesso nella Chiesa Cattolica ...

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                                Le bugie del maligno... attenzione...

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                                        • Aldejes

                                          La fede è accogliere questo messaggio trasformante nella nostra vita, è accogliere la rivelazione di Dio, che ci fa conoscere chi Egli è, come agisce, quali sono i suoi progetti per noi. Certo, il mistero di Dio resta sempre oltre i nostri concetti e la nostra ragione, i nostri riti e le nostre preghiere. Tuttavia, con la rivelazione è Dio stesso che si autocomunica, si racconta, si rende accessibile. E noi siamo resi capaci di ascoltare la sua Parola e di ricevere la sua verità. Ecco allora la meraviglia della fede: Dio, nel suo amore, crea in noi – attraverso l’opera dello Spirito Santo – le condizioni adeguate perché possiamo riconoscere la sua Parola. Dio stesso, nella sua volontà di manifestarsi, di entrare in contatto con noi, di farsi presente nella nostra storia, ci rende capaci di ascoltarlo e di accoglierlo. San Paolo lo esprime con gioia e riconoscenza così: «Ringraziamo Dio continuamente, perché, avendo ricevuto da noi la parola divina della predicazione, l’avete accolta non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in voi che credete» (1 Ts 2,13).

                                          Dio si è rivelato con parole e opere in tutta una lunga storia di amicizia con l’uomo, che culmina nell’Incarnazione del Figlio di Dio e nel suo Mistero di Morte e Risurrezione. Dio non solo si è rivelato nella storia di un popolo, non solo ha parlato per mezzo dei Profeti, ma ha varcato il suo Cielo per entrare nella terra degli uomini come uomo, perché potessimo incontrarlo e ascoltarlo. E da Gerusalemme l’annuncio del Vangelo della salvezza si è diffuso fino ai confini della terra. La Chiesa, nata dal costato di Cristo, è divenuta portatrice di una nuova solida speranza: Gesù di Nazaret, crocifisso e risorto, salvatore del mondo, che siede alla destra del Padre ed è il giudice dei vivi e dei morti. Questo è il kerigma, l’annuncio centrale e dirompente della fede. Ma sin dagli inizi si pose il problema della «regola della fede», ossia della fedeltà dei credenti alla verità del Vangelo, nella quale restare saldi, alla verità salvifica su Dio e sull’uomo da custodire e trasmettere. San Paolo scrive: «Ricevete la salvezza, se mantenete [il vangelo] in quella forma in cui ve l’ho annunciato. Altrimenti avreste creduto invano» (1 Cor 15,2).

                                          Ma dove troviamo la formula essenziale della fede? Dove troviamo le verità che ci sono state fedelmente trasmesse e che costituiscono la luce per la nostra vita quotidiana? La risposta è semplice: nel Credo, nella Professione di Fede o Simbolo della fede, noi ci riallacciamo all’evento originario della Persona e della Storia di Gesù di Nazaret; si rende concreto quello che l’Apostolo delle genti diceva ai cristiani di Corinto: «Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno» (1 Cor 15,3).

                                          • Aldejes
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                                            È diritto di ogni uomo conoscere Cristo per ricevere da Lui la vera salvezza nel tempo e nell’eternità. Dare Cristo è obbligo per chi lo conoscere. Non ostacolare perché si giunga a Cristo è dovere di chi Gesù non conosce o non vuole conoscere.
                                            http://homilyvoice.it/public/TT/2019.03/15M.htm

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