“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20)

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    • VienieSeguimi
      VienieSeguimi ha pubblicato un articolo Preghiera di Costanza Miriano

      PREGHIERA

      Voglio vedere il tuo volto, Signore, voglio essere tra quelli che ti cercano, ma cosa posso prometterti, se non di cercare di recintare uno spazio per noi due, ogni giorno? Non posso fare molto più che la promessa di mantenermi fedele alla ricerca di te, di non lasciar passare un giorno senza cercarti, almeno pochi minuti, e metto questa promessa nelle mani di Maria.

      Però posso chiedere a te, da cui tutto ricevo senza meriti. A te che dai lo Spirito Santo a chi te lo chiede, sempre. Riempine il mio cuore, incapace di tutto.

      Dammi un cuore bambino, che crede, davvero, che tu, o Dio, mi sei Padre.

      Dammi un cuore forte, che non ha paura di darsi via, di perdere la faccia, di rischiare.

      Dammi un cuore mendicante, che ti chiede la grazia a ogni respiro.

      Dammi un cuore combattente, che rimane in trincea.

      Dammi un cuore generoso, che non si appartiene.

      Dammi un cuore capace di amare anche quando è difficile.

      Dammi un cuore tenace, che spera sempre contro ogni apparenza.

      Dammi un cuore delicato, che non ferisce.

      Dammi un cuore intelligente, che usa tutte le sue capacità per cercarti e poi portarti al mondo.

      Dammi un cuore silenzioso, che custodisce la tua Parola.

      Dammi un cuore da compagno, per andare in cielo con gli amici.

      Dammi un cuore impavido, che ti annuncia con la vita, anche quando nessuno lo chiede.

      Dammi un cuore ferito, che si lascia commuovere dal dolore.

      Dammi un cuore umile, che accoglie i suoi limiti senza paura.

      Dammi un cuore allegro, perché tu hai vinto la morte e noi possiamo stare con te.

      Dammi un cuore tutto tuo.

      (Costanza Miriano)

      • Aldejes

        Incomincia con l’ammirare ciò che Dio ti mostra, e non avrai il tempo per cercare ciò che egli ti nasconde. (A. Dumas)

        • Aldejes

          Il Magistero di Benedetto XVI
          Esortazione Apostolica post-sinodale Sacramentum caritatis, n.88

          Tante volte i Vangeli ci riportano i sentimenti di Gesù nei confronti degli uomini, in special modo dei sofferenti e dei peccatori (cfr Mt 20,34; Mc 6,34; Lc 19,41). Egli esprime attraverso un sentimento profondamente umano l'intenzione salvifica di Dio per ogni uomo, affinché raggiunga la vita vera. Ogni Celebrazione eucaristica attualizza sacramentalmente il dono che Gesù ha fatto della propria vita sulla Croce per noi e per il mondo intero. Al tempo stesso, nell'Eucaristia Gesù fa di noi testimoni della compassione di Dio per ogni fratello e sorella. Nasce così intorno al Mistero eucaristico il servizio della carità nei confronti del prossimo, che « consiste appunto nel fatto che io amo, in Dio e con Dio, anche la persona che non gradisco o neanche conosco. Questo può realizzarsi solo a partire dall'intimo incontro con Dio, un incontro che è diventato comunione di volontà arrivando fino a toccare il sentimento. Allora imparo a guardare quest'altra persona non più soltanto con i miei occhi e con i miei sentimenti, ma secondo la prospettiva di Gesù Cristo ». In tal modo riconosco, nelle persone che avvicino, fratelli e sorelle per i quali il Signore ha dato la sua vita amandoli « fino alla fine » (Gv 13,1). Di conseguenza, le nostre comunità, quando celebrano l'Eucaristia, devono prendere sempre più coscienza che il sacrificio di Cristo è per tutti e pertanto l'Eucaristia spinge ogni credente in Lui a farsi « pane spezzato » per gli altri, e dunque ad impegnarsi per un mondo più giusto e fraterno. Pensando alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, dobbiamo riconoscere che Cristo ancora oggi continua ad esortare i suoi discepoli ad impegnarsi in prima persona: « Date loro voi stessi da mangiare » (Mt 14,16). Davvero la vocazione di ciascuno di noi è quella di essere, insieme a Gesù, pane spezzato per la vita del mondo.

          • VienieSeguimi

            Ci sono tanti modi per iniziare a seguire Gesù. C’è chi lo segue perché lo ha incontrato direttamente con un’esperienza spirituale…c’è chi lo ha conosciuto perché qualcun altro gliene ha parlato. C’è chi non lo riesce a seguire subito…perché pone delle resistenze e aspetta dei segni diretti…dei segni più chiari.
            A volte le persone rimangono bloccate… la loro ragione…la loro intelligenza…le loro abitudini…ma anche le loro convinzioni…diventano un impedimento nell’incontro e nella conoscenza di Dio. Sono convinte di conoscerlo o, peggio, sono convinte che più di quello che sanno non possono sapere. E non parlo di conoscenza intellettuale della teologia o della Bibbia…no, magari sanno di essere ignoranti in materia…ma pensano che più di quello che hanno sperimentato del rapporto con Dio non possono andare…non possono sperimentare. Non è così!
            L’incontro con Dio è sempre in crescita e richiede solo una cosa: l’umiltà di non sentirsi arrivati. Puoi sperimentare la sua grandezza, puoi sperimentare tutto il suo amore…puoi sperimentare cose grandi e anche sconvolgenti nella tua vita…ma solo, se deciderai di farlo…veramente entrare dentro di te!
            Padre Antonio Mancuso

            • Enrico53
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                La posizione della Chiesa sulla questione immigrazione

                chihaorecchiintenda.altervista.org

                Qual è la posizione della Chiesa sulla questione immigrazione ? Dal momento che da più parti si danno interpretazioni e si creano slogan per scegliere 

                • VienieSeguimi
                  VienieSeguimi ha aggiunto la Foto Posizione Chiesa Migranti 1 e 5 all'Album Foto

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                  • Posizione Chiesa Migranti 1
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                          Ci sono tanti modi per iniziare a seguire Gesù. C’è chi lo segue perché lo ha incontrato direttamente con un’esperienza spirituale…c’è chi lo ha conosciuto perché qualcun altro gliene ha parlato. C’è chi non lo riesce a seguire subito…perché pone delle resistenze e aspetta dei segni diretti…dei segni più chiari.
                          A volte le persone rimangono bloccate… la loro ragione…la loro intelligenza…le loro abitudini…ma anche le loro convinzioni…diventano un impedimento nell’incontro e nella conoscenza di Dio. Sono convinte di conoscerlo o, peggio, sono convinte che più di quello che sanno non possono sapere. E non parlo di conoscenza intellettuale della teologia o della Bibbia…no, magari sanno di essere ignoranti in materia…ma pensano che più di quello che hanno sperimentato del rapporto con Dio non possono andare…non possono sperimentare. Non è così!
                          L’incontro con Dio è sempre in crescita e richiede solo una cosa: l’umiltà di non sentirsi arrivati. Puoi sperimentare la sua grandezza, puoi sperimentare tutto il suo amore…puoi sperimentare cose grandi e anche sconvolgenti nella tua vita…ma solo, se deciderai di farlo…veramente entrare dentro di te!
                          Padre Antonio Mancuso

                          • VienieSeguimi
                            VienieSeguimi ha pubblicato sulla bacheca di Enrico53

                            Se vuoi la fede, prega; se vuoi la speranza, prega; se vuoi la carità, prega; se vuoi la povertà, prega; se vuoi l'obbedienza, la castità, l'umiltà, la mansuetudine, la fortezza, prega. Qualunque virtù tu desideri, prega.

                            Sant'Angela da Foligno

                            • Enrico53
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                              • VienieSeguimi

                                Che stiamo cercando? Incontrare Cristo significa innanzitutto incontrare questa domanda. I discepoli iniziano la loro esperienza di discepoli ed amicizia quando si lasciano mettere in crisi da questa domanda e quando accolgono la risposta non come una qualunque spiegazione ma come un invito a un’esperienza concreta: “Venite e vedrete”.
                                (don Luigi Maria Epicoco)

                                • VienieSeguimi
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                                  • Enrico53
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                                      • Aldejes
                                        Aldejes ha pubblicato un articolo Vangelo 2 Gennaio + Commento

                                        Dal Vangelo secondo Giovanni 1,19-28
                                        Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaia». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. 

                                        OMELIA 
                                        La voce nel deserto è il grido, l'annuncio di un solitario che costata che le sue parole si perdono inascoltate nelle dune. La voce che proclama una presenza e d'intorno il silenzio muto o il chiasso dei lontani. Accade ancora perché il frastuono è grande e soffoca le voci autentiche, anche quelle di chi umilmente parla nel nome del Signore. Le voci cadono nel deserto anche quando si ammassano le folle, se queste sono affette da sordità spirituale. Non si ascolta e non si riconoscono i profeti. "Chi sei tu?" - chiedono a Giovanni Battista. L'identità del profeta è riposta unicamente nella sua missione; per mandato divino egli parla e quanto proclama va accolto con la fede. Il profeta non parla di sé, non ha un messaggio proprio da proporre, né verità personali da scandire: parla la Parola di Dio, è un intermediario tra cielo e terra, tra Dio e gli uomini. Il Battista ha una missione davvero speciale: egli deve additare al mondo l'Agnello di Dio che viene a cancellare il peccato del mondo. Invita alla conversione, rifiuta le false identificazioni che alcuni fanno sulla sua persona, ribadisce che egli sta preparando la strada a colui al quale non è degno di sciogliere il legaccio del sandalo. Egli è il testimone del Cristo già presente nel mondo e che sta per iniziare la sua missione. Egli afferma che la vera adesione non deve essere rivolta alla sua persona, ma al Messia, al Salvatore del mondo. Ai nostri giorni non mancano profeti, sono pochi gli ascoltatori attenti. 
                                        (Padri Silvestrini) 
                                         

                                        • Aldejes

                                          PREGHIERA DEL MATTINO
                                          Signore Gesù, tu che ami i miti e gli umili, bandisci dai nostri cuori ogni orgoglio e ogni ambizione umana: purificali dal tarlo crudele della gelosia e concedici la grazia di scegliere il posto più umile, secondo l'esempio del tuo profeta più grande, che non si riteneva degno nemmeno di abbassarsi, come un servo, a scioglierti il legaccio del sandalo.

                                          • Enrico53
                                            Enrico53 ha condiviso un link

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