“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20)

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      Il silenzioso, tiepido e mondano Cristianesimo fai da te

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      Il silenzioso, tiepido e mondano Cristianesimo fai da te è uno dei problemi odierni che noto sempre più spesso nella Chiesa Cattolica ...

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        BREVI RIFLESSIONI – CAMMINO DI FORMAZIONE NELLA PAROLA. Il rischio che ognuno possa farsi un suo Vangelo, una sua dottrina, una sua Parola, una sua verità, una sua morale, è sempre a portata di mano. Paolo ha lasciato sola per qualche mese la comunità di Corinto e in essa è iniziata a crescere ogni erba cattiva di immoralità e di falsa fede. In pochi mesi nulla della fede era rimasto nella sua purezza delle origini. Si era giunti a negare finanche la risurrezione di Gesù Signore, che è il cuore, il fondamento di tutta la fede cristiana. Anche presso i Galati si nota lo stesso tradimento del Vangelo. Ecco perché urge la catechesi. La catechesi non è un palcoscenico sul quale ognuno entra e recita a soggetto. La catechesi è vera comunicazione del mistero della salvezza, secondo la Scrittura, la Tradizione, il Magistero della Chiesa, la sana teologia. Essa va impartita dal ministro della Parola in nome e con l’autorità della Chiesa. La catechesi è vero insegnamento “magisteriale”. È un insegnamento che obbliga il fedele all’obbedienza. Se chi partecipa alla catechesi, non comprende, può chiedere spiegazioni, che sempre dovranno essere insegnamento “magisteriale”. Nemico della catechesi è il “secondo me”. A nessuno è lecito insegnare servendosi “del secondo me”. La catechesi è impartire una dottrina sicura, ecclesiale, senza fraintendimenti o equivoci. La verità è verità. La falsità è falsità. Cristo è Cristo. Il mondo è mondo. La giustizia è giustizia. Il Vangelo è Vangelo. AMARE LA MISSIONE ABBRACCIATA. Chi vuole essere fedele alla missione, deve amare la missione. Come si ama la missione? Facendola divenire vita della nostra vita, pensiero del nostro pensiero. Si ama la missione, quando la vita si fa divenire missione. Noi invece diamo del tempo alla missione, ma non la vita. Non solo. Pensiamo che si possa vivere la missione solo nel momento in cui ci si dedica alla missione. Ma solo con il corpo. Spesso siamo senza lo spirito, senza l’anima, senza il pensiero. Altre volte riduciamo la missione ad un’opera da compiere. Altre volte la viviamo dal peccato. Non si può svolgere nessuna missione evangelizzatrice, di salvezza, di conversione se siamo nel mondo, nel peccato e viviamo alla maniera del mondo. La missione si può solo vivere dalle virtù, nella grazia, nella santità della vita. Peccato e missione, vizio e missione stridono. CAMMINO ECCLESIALE. Il nostro cammino è ecclesiale se è cammino nella Scrittura, nella Tradizione, nel Magistero sotto la guida di coloro che sono stati costituiti pastori per nutrire il gregge di Cristo Gesù di grazia, verità, luce, Spirito Santo. Senza la guida del pastore non c’è cammino ecclesiale. Ma se il cammino non è ecclesiale, neanche la missione è ecclesiale. La missione evangelizzatrice necessariamente comporta l’affidamento dell’anima al pastore perché sia lui a condurla nella verità di Cristo Gesù. Pastore e gregge devono essere una cosa sola, mai due realtà separate. Oggi stiamo assistendo a metamorfosi terrificanti. I pastori cambiano “specie“ e si fanno pecore. Le pecore cambiano “specie” e si fanno pastori. Il presbitero si dichiara laico tra i laici. Il laico assume il ruolo di vero pastore. La metamorfosi danneggia la Chiesa più che mille eresie. PREGHIERA DI RICORDO. Nella Scrittura Santa sempre si chiede al Signore che si ricordi della sua Parola, della sua Alleanza, delle sue Promesse. Il ricordo è richiesta di benevolenza, misericordia, perdono, compassione. Noi ricordiamo al Signore ogni persona, perché il Signore le copra tutte con il suo amore e luce. La preghiera di ricordo non ha bisogno di parole. Il Signore sa di cosa ha bisogno ogni persona e Lui sempre provvede con grande amore. Madre di Dio, facci veri missionari nella Chiesa per il ricordo della Parola di tuo Figlio Gesù. Fa’ che essa per la nostra voce raggiunga ogni cuore e porti in esso frutti di vita eterna.
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            RIFLESSIONI BREVI – A DURA PROVA. La prova è come il crogiolo: serve a constatare quando forte è la fede, la speranza la carità. Ogni uomo di Dio è provato. La prova più grande però riguarda la fede. Anche se tutto il mondo decide di non crede nella Parola di Cristo Gesù, noi dobbiamo credere in essa e obbedire al mandato che ci è stato affidato per tutti i giorni della nostra vita. Giuseppe ha visto in un sogno proveniente dal Signore che si sarebbe innalzato sulla sua famiglia. Deve credere quando è gettato nella cisterna, quando è venduto agli Ismaeliti, quando è schiavo di Potifar, quando è nelle prigioni del faraone. La storia dice il contrario della Parola e anche gli uomini dicono il contrario. Ma chi ha ricevuto la Parola, deve rimanere in essa, sempre. Gli uomini dicono il contrario. Ma chi deve annunziare la Parola deve perseverare nell’annunzio, anche se nessun uomo della terra crede in essa. La prova è nella fede che diviene obbedienza. Si obbedisce sino alla fine. Si persevera nel comando ricevuto sino alla fine. Oggi, poiché il mondo si rifiuta di ascoltare la Parola, noi gli offriamo altre cose. Siamo caduti dalla prova. Non abbiamo perseverato. Abramo riceve la promessa da parte del Signore. Il Signore gli chiede il Figlio della promessa. Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza. Anche Gesù si fece obbediente fino alla morte di croce. Sulla croce Lui ha creduto nella risurrezione. Ha vinto la prova. Ha perseverato nella fede sino alla fine. Tutto il mondo pensava di averlo eliminato per sempre. Il Padre lo ha risuscitato dal sepolcro. Ora Egli è immortale e nella gloria. Ogni discepolo di Gesù è provato nella sua fede. Oggi in modo particolare. Tutto il mondo non crede più nella Parola di Gesù. Il discepolo deve continuare a credere. Anche se rimanesse solo nella Chiesa, deve continuare a credere. La prova è personale. Tutti possono fallire. Ognuno personalmente è obbligato a rimanere fedele. La caduta di tutti non giustificherà mai la propria caduta. Al tempo di Noè tutto il mondo era corrotto. Solo lui perseverò nella giustizia. Rimase fedele. Per la sua fedeltà il Signore ha salvato la vita di uomini e di animali sulla terra. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione (2Tm 4,7-8). Paolo così conclude la sua confessione di Apostolo del Signore. Tutto il mondo può anche non aver creduto alla sua predicazione. Lui però è rimasto fedele al mandato ricevuto di predicare il Vangelo ai pagani. Le comunità da lui fondate cadevano dalla fede, lui rimaneva sempre fedele e rimetteva di nuovo la Parola della verità nei cuori di molti. Tutto il mondo può anche non credere. Chi ha ricevuto il mandato deve perseverare. Il mondo può anche crocifiggere. Si deve continuare. AIUTO CELESTE. Quando il piano del Signore potrebbe essere compromesso dalla volontà ostile degli uomini, Lui sempre interviene con la sua sapienza e onnipotenza. Nulla al Signore è impossibile. Tutto Lui può fare perché il suo piano di salvezza non venga interrotto dalla potenze del male. Gesù è Crocifisso. Il mondo pensa di aver ottenuto una schiacciante vittoria. Gesù risorge. Il mondo rimane sconfitto. Gli Apostoli sono nel sinedrio. Si mette male per loro. Rischiano di essere lapidati. Interviene Gamaliele con la sua sapienza e intelligenza ed essi vengono liberati. Pietro è nel carcere. Erode sta per metterlo a morte. La Chiesa prega. Al Signore ancora Pietro serve e manda un Angelo a liberarlo dalla prigione. Anche Paolo serve al Signore e per la liberazione da morte certa si serve del nipote che gli svela il piano ideato dai farisei per ucciderlo. È verità. Sappiamo che il Signore sempre interviene per la salvezza del mistero della sua redenzione. Nessuno però mai saprà attraverso quali vie Lui interverrà. Esse sono suggerite dalla sua sapienza, che a noi non è dato di conoscere fino al suo compimento. Quale vie il Signore sceglierà per ogni singola persona, perché il mistero della salvezza possa essere portato a compimento secondo la sua volontà? Mai lo sapremo anzitempo. Sappiamo però che Lui è sempre attento, vigile, non dorme. Le sue vie sono sempre efficaci. Madre di Dio, fa’ che ogni discepolo di Gesù mai venga meno nell’ora della prova. Sempre sia certo che l’aiuto gli verrà dal suo Signore Dio, Padre Onnipotente.
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            • Enrico53
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                RIFLESSIONE – RICORDARE IL VANGELO CON LA PAROLA E CON LA VITA. È obbligo di ogni discepolo di Gesù ricordare la divina Parola del Vangelo. Da essa tutto deve sempre iniziare e in essa tutto concludersi. Senza il ricordo della Parola, non si edifica il regno di Dio, non si costruisce la Chiesa di Cristo Gesù. Si è cristiani vani, alberi senza frutto, lampade senza olio. Dio, il nostro Dio, il Creatore del cielo e della terra, il Signore dell’universo, manda i suoi profeti, perché riportino nel cuore del suo popolo, e per mezzo di esso, nel cuore di ogni uomo, la sua divina Parola, alla quale è dovuta piena, perfetta, ininterrotta obbedienza. Dio, il nostro Dio, manda il figlio suo, non solo per annunziare al mondo la divina Parola della vita eterna, ma anche per compiere l’espiazione dei peccati, attraverso la sua obbedienza fino alla morte di croce. Gesù non ha detto solo la Parola. Ha anche mostrato come ad essa si obbedisce. Gesù, il nostro Redentore e Salvatore, il Mediatore unico e universale tra il Padre suo e l’umanità, la via, la verità, la vita, la giustificazione e la pace, il Signore del cielo e della terra e il Giudice dei vivi e dei morti, ha mandato i suoi Apostoli nel mondo per annunziare alle genti la Parola della vita. Anche gli Apostoli, non solo devono annunziare la Parola della vita, devono mostrare come la Parola si vive. Insegnare a vivere la Parola. vivendola, è mandato apostolico essenziale. Tutto è da questo insegnamento. Chi non insegna, vivendo la Parola, rende l’annunzio vano. Oggi molto annunzio è reso vano sia perché al posto della Parola di Dio si dice la parola degli uomini e sia perché si mostra come si vive la parola degli uomini. Non essendo la nostra vita obbedienza alla Parola, la Parola neanche più può essere annunziata. Manca il cuore dal quale trarla. La Madre di Dio, Madre della Redenzione, Madre della Chiesa, Madre della Luce, vede che nei cuori non c’è più la Parola del Figlio suo, Gesù, Essa va annunziata, mostrando come va vissuta. Si mette la Parola nel cuore. La si vive. La si annunzia. Si mostra come ad essa si obbedisce, obbedendo per primo colui che la Parola ricorda, annunzia, dice, insegna. Gesù prima di mandare gli Apostoli nel mondo, ha dato loro la Parola del Padre e ha mostrato come essa si vive anche nei più piccoli precetti. Chi vuole ricordare la Parola deve chiedere che a Lui venga ricordata. La ricorda la Chiesa nello Spirito Santo e lo Spirito Santo nella Chiesa. La Chiesa ricorda la Parola annunziando, insegnando, ammaestrando, evangelizzando, catechizzando. Chi vuole ricordare la Parola deve riceverla con lo Spirito Santo nella Chiesa. Chi la riceve dallo Spirito, sempre si deve confrontare con la Chiesa. Lo Spirito e la Chiesa. Chi riceve la Parola dalla Chiesa, sempre deve chiedere allo Spirito che lo conduca a tutta la verità, nella comprensione e nella vita. Chiesa e Spirito Santo devono essere una sola sorgente della Parola, non due separate, ma una sola. Apostoli e Spirito una sola sorgente. Non solo. Chi annunzia la Parola, deve sempre portare nella Chiesa, perché essa deve completare la conversione alla Parola, con il dono della grazia dei sacramenti. Parola e grazia devono essere una cosa sola. Tutto si compie nelle Chiesa, con la Chiesa, per la Chiesa. È verità di essenza. Quando non si è nella Chiesa, quando non si forma la comunità ecclesiale, quando non si vive come vero corpo di Cristo, l’annunzio della Parola è vano. Il vero frutto dell’annunzio è la formazione del corpo di Cristo, nell’unità e nella santità, nella comunione e nella pace. L’annunzio della Parola porta al corpo di Cristo che è la Chiesa. Chi riceve la Parola, chi l’accoglie, necessariamente dovrà accogliere la Chiesa per formare la Chiesa. La Chiesa non è invisibile, ma visibile. L’appartenenza alla Chiesa deve essere visibile e così la formazione della Chiesa. Quando siamo certi che ricordiamo la Parola? Quando avviciniamo qualcuno alla Chiesa una, santa, cattolica, apostolica, in modo visibile e non invisibile, aiutandolo perché diventi figlio della comunità parrocchiale e diocesana. Senza l’inserimento nella Chiesa, non c’è ricordo della Parola. Madre di Dio, fa’ che ogni cristiano ricordi la Parola di Gesù in pienezza di verità, amore, giustizia, santità. Dal ricordo tutto nasce nella conversione.
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                • Enrico53
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                    • Valeria
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                        INDULGENZA PLENARIA:
                        si ottiene ogni Venerdì di Quaresima recitando la Via Crucis oppure la preghiera a Gesù Crocifisso:Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che prostrato alla Tua santissima Presenza Ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non offenderTi più, mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le Tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o mio Gesù, il santo profeta Davide:
                        “Hanno forato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa”.

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                          MEDIATAZIONE – LA VITA DALLA LA FEDE NELLA PAROLA. Partiamo da lontano, dal primo comando dato da Dio all’uomo: “Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire»” (Gen 2,16-17). È questo un comando che dura fino alla creazione dei cieli nuovi e della terra nuova, i cui frutti resteranno per l’eternità. Saranno di morte eterna se l’uomo disobbedisce al comando di Dio e muore nella sua disobbedienza, senza essersi convertito e tornato nella piena osservanza del comando del suo Signore. Saranno invece di vita eterna per quanti osservano la Parola del loro Dio e la custodiscono nel loro cuore per tutti i giorni della loro vita sulla terra. L’obbedienza alla Parola di Dio dona vita. La disobbedienza dona morte. Ancora qui siamo nell’ordine della verità detta. L’uomo può credere o non credere, ascoltare o non ascoltare, obbedire o disobbedire. La storia all’istante ci attesterà con i frutti della nostra decisione di obbedienza o di disobbedienza che la Parola del Signore è divinamente vera e si compie sempre, sia nelle promesse di vita e sia nelle minacce di morte. Noè ha creduto ed ha salvato la vita sulla terra. Abramo ha creduto ed è divenuto benedizione per tutti i popoli. Mosè ha creduto e ha liberato il suo popolo dalla dura schiavitù dell’Egitto. Il faraone non ha creduto ed è annegato nelle acque del Mare Rosso. Cristo Signore ha creduto, ha obbedito fino alla morte di croce e ha redento il mondo, in quanto a redenzione oggettiva. Ora la redenzione soggettiva, cioè di ogni singola persona, passa per la fede in Lui, fede nella sua Parola, nel suo Vangelo. Passa per la fede nella sua grazia e verità, fede nella sua Chiesa, da Lui costituita mediatrice e operatrice in mezzo agli uomini della sua redenzione eterna. Oggi e sempre chi deve credere nella Parola e nella grazia di Gesù, chi deve credere nella sua missione di salvezza, chi deve credere che essa è stata costituita sacramento universale della salvezza, è proprio la Chiesa. Nella Chiesa deve credere il Papa nella sua missione, i Vescovi, i Presbiteri, i Diaconi, i Cresimati, i Battezzati, i Maestri, i Dottori, i Profeti, tutti i suoi Missionari sparsi per il mondo. Se il corpo di Cristo crede nella sua missione, la salvezza sulla terra si compirà sempre. Se non crede, il singolo non credente diviene albero secco, tralcio staccato dalla vite e per lui nessuna salvezza sarà mai generata sulla terra. Chi crede si salva e salva i suoi fratelli. Chi non crede si danna e danna i suoi fratelli. Possiamo credere o non credere. La storia e l’eternità sempre attesteranno e testimonieranno che la Parola del Signore è divinamente ed eternamente vera. Lo confesseranno i dannati a loro vergogna e i salvati a loro gioia ed esultanza. Sempre la storia rivelerà la nostra fede e la nostra non fede. Pietro non ha creduto nella Parola di Gesù. Essa infallibilmente si è compiuta. Ha rinnegato per tre volte il Maestro. Oggi moltissimi cristiani non credono più nel comando dato loro da Gesù Signore. Qual è il comando nel quale non credono? Quello dato dopo la sua gloriosa risurrezione: “Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»” (Mt 28,18-20). Senza la fede e l’obbedienza in questa Parola di Gesù, non ci sarà per il mondo né salvezza, né pace, né vita eterna, né redenzione, né vera comunione tra i popoli, né fratellanza. L’uomo agirà dalla sua carne e produrrà le opere della carne, mai potrà produrre i frutti dello Spirito che vengono solo dal nuovo albero della vita che è Gesù Signore. Noi non crediamo, non obbediamo. La storia ogni momento attesterà per la nostra non fede. Si compirà per noi la profezia di Isaia: “Come una donna incinta che sta per partorire si contorce e grida nei dolori, così siamo stati noi di fronte a te, Signore. Abbiamo concepito, abbiamo sentito i dolori quasi dovessimo partorire: era solo vento; non abbiamo portato salvezza alla terra e non sono nati abitanti nel mondo”. Se si ritornerà nella fede e nell’obbedienza si compirà la secondo parte: “Ma di nuovo vivranno i tuoi morti. I miei cadaveri risorgeranno! Svegliatevi ed esultate voi che giacete nella polvere. Sì, la tua rugiada è rugiada luminosa, la terra darà alla luce le ombre. Va’, popolo mio, entra nelle tue stanze e chiudi la porta dietro di te. Nasconditi per un momento, finché non sia passato lo sdegno. Perché ecco, il Signore esce dalla sua dimora per punire le offese fatte a lui dagli abitanti della terra; la terra ributterà fuori il sangue assorbito e più non coprirà i suoi cadaveri” (Is 26,17-21). Madre di Dio, convinci i cristiani che la Parola di Dio sempre si compie. Nessuna Parola del Signore è mai caduta invano e mai cadrà. Essa è verità eterna, immortale, universale.
                          http://mastrosblindo.altervista.org/monsdibruno/

                          • Enrico53
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                              • VienieSeguimi

                                Dal Vangelo secondo Luca 9,22-25
                                In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

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                                  Dal libro del Deuteronomio 30,15-20
                                  Mosè parlò al popolo e disse: «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possesso. Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, oggi io vi dichiaro che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano. Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».

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                                    #COLLETTA
                                    Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto, perché ogni nostra attività abbia sempre da te il suo inizio e in te il suo compimento.

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                                            «La Quaresima vi serva a perdere un po' di illusioni.
                                            E perdere le proprie illusioni fa male.
                                            Magari vi accorgerete che avevate anche l'illusione di essere bravi cristiani e invece stavate svolgendo un ruolo, recitando una parte.
                                            Liberatevi delle vostre illusioni.
                                            La conversione non è un obbligo, è uno scommettere che quello che trovi vale molto di più di quello che decidi di perdere!»
                                            (p. Ottavio de Bertolis)

                                            #Quaresima #Ceneri #Cammino

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