“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20)

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    • Aldejes
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      Ecco il nostro Re!

      "Tutte le religioni dicono quello che bisogna fare per salvarsi, il cristianesimo, invece, dice quello che Dio ha fatto per salvarti." (Padre Raniero Cantalamessa)

      Buona festa di Cristo Re!
      .
      #CristoRe #buonadomenica

      • Aldejes
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        Aldejes
        • Aldejes

          “Faccio il bene non perché in cambio entrerò in cielo e neppure perché altrimenti mi potresti mandare all’inferno. Lo faccio, perché Tu sei Tu, il mio Re e mio Signore”. San Francesco Saverio

          • Aldejes

            Il segreto della felicità è di vivere momento per momento, e ringraziare il Signore di tutto ciò che Egli nella sua bontà, ci manda giorno per giorno.

            - S. Gianna Beretta Molla -

            • Aldejes
              Aldejes ha aggiunto la Foto Cristo Re all'Album Le mie foto
              • Cristo Re
              • Aldejes

                Nella vita accetta anche di soffrire. Non ribellarti. Ai “ perché” non sempre c’è risposta. Ciò che non comprendi oggi potrebbe domani farsi chiaro. Sappi solo che mai il patir è vano. Come concime, misteriosamente, farà germogliare il tuo e anche il mio giardino. (Padre Maurizio Patriciello)

                • Aldejes
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                  Come il corano mi ha fatto diventare cristiana

                  gloria.tv

                  Una ragazza ex musulmana, spiega come molti passi del corano invitano a credere nella Bibbia e che la Bibbia non è corrotta come i musulmani purtroppo credono. Un invito rivolto proprio ai mussulmani.

                  • Aldejes

                    Dio non è dei morti ma dei viventi...

                    San Paolo così ci illumina: «Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede. Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono. Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti
                    in Cristo sono perduti. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini». Risuona in noi come voce potente e suadente il grido pasquale di Cristo: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno».

                    I Sadducei di allora credevano non esistesse la risurrezione,i Sadducei di oggi credono che tutti risorgeremo in una risurrezione di vita...

                    Lo spirito ci doni la verità che scaturisce dalla parola.
                    La vergine Maria ci Renda degni della risurrezione eterna di vita...e ci scampi dalla morte eterna...

                    Santa giornata

                    • Aldejes

                      Fare il Padre.

                      Fare il padre è compito del padre, non del "Genitore 2".
                      Fare il padre non è star in panchina, non è entrare in campo quando esce la madre.
                      Far il padre non è farsi rispettare dai propri figli a colpi di cinghia, quello è timore ma il rispetto nasce dall'amore e l'amore dalla stima per il buon esempio.
                      Far il padre non è dire "Si", non è dire "No", non è dire "Dopo"... è dire "Farò il possibile, Ora!".
                      Fare il padre non prevede stanchezza, un padre non può dire "sono stanco". Mai.
                      Fare il padre non è pretendere "Grazie e Prego", è riuscire a farseli dire nonostante gli si ordini di non ripeterli a quel brutto e vecchio uomo di casa che presto sarà inutile. Anzi, di peso.
                      Fare il padre è farsi vedere con le lacrime, perché i figli capiscano che sei, anche tu, un essere umano come loro.
                      Fare il padre è somigliare a Dio, che c'è in tutto ma si mostra in niente.
                      Fare il padre è alzare le mani ai figli senza mai ferirli e chiedere "Scusa" per insegnare che nulla è più nobile del tornare sui propri passi.
                      Fare il padre non è preoccuparsi di se, della propria vita, della propria sessualità, il buon padre dimentica di esistere... il buon padre sa che non i figli gli devono la vita bensì è vero il contrario.
                      Fare il buon padre si impara dagli errori dei propri padri e tanto più questi si rimedieranno tanto più "padre" diventerà Papà.
                      Ecco, quando un padre si rispetta da padre ma si ama da Papà allora quel brutto e vecchio potrà chiudere gli occhi senza troppa paura, sereno d'aver fatto tutto quanto in suo potere per le uniche due cose che contano nella vita:
                      la propria coscienza ed i propri figli.

                      Questo io ho capito.
                      Vincenzo Gambino

                      • Aldejes
                        Aldejes ha condiviso un link

                        Tu fammi volare | Noemy Tuzzolino | helpingpeopletosee

                        www.youtube.com

                        Musica e testo di: Noemy Tuzzolino con: Generazione Infuocata Recording & Mixing: Giuseppe Pellegrino Location: DCN Music Studio (PA) Pianoforte: Marco Di Ma...

                        • VienieSeguimi
                          VienieSeguimi ha pubblicato un articolo Vangelo 22 Novembre + commento

                          Dal Vangelo secondo Luca 19,41-44
                          In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata». 

                          OMELIA 
                          Alcune opere degli uomini sono espressamente volute da Dio stesso. Allora il cielo diventa pienamente partecipe dei significati che quelle realtà si annettono. Gerusalemme, con il suo maestoso tempio, era considerata la città di Dio, il luogo dove egli aveva fissato la sua dimora. Gli abitanti di quella città godevano di un grande privilegio e avrebbero dovuto con il loro comportamento rendere un culto particolare al Signore. Avrebbero dovuto testimoniare quella alleanza che Dio aveva stipulato con il suo popolo. Invece Gesù è testimone di un vero sfacelo religioso e morale che stava raggiungendo il suo culmine con il rifiuto e la condanna dello stesso Cristo, non riconosciuto come l'Inviato del Padre, il Messia. Gli autori principali di questa situazione erano proprio i capi religiosi del tempo, scribi e farisei, che insidiavano per invidia la vita del Cristo. Egli «alla vista della città pianse su di essa». È sicuramente un pianto di dolore quello di Gesù. La sua «vista» valica il tempo, egli vede il presente e il futuro di quella città e dei suoi abitanti: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace». Parla della pace messianica tanto vagheggiata ed ora incompresa. Non può fare a meno di anticipare con accenti profetici il triste futuro che è stato riservato a quella città ingrata: «Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra». Sono chiare le motivazione che Gesù scandisce: non hanno compreso la via della pace e non hanno riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata. Ora quel rimprovero, motivo di pianto per Cristo, è rivolto a tutta l'umanità, a ciascuno di noi e alla sua Chiesa. Dopo secoli ancora non abbiamo compreso la via della pace nonostante la redenzione; non abbiamo compreso appieno il tempo e i tempi in cui siamo visitati da Dio e dal suo Unigenito. Ci sono ancora i motivi di pianto per Cristo, è ancora accorato il suo lamento. «Se tu conoscessi il dono di Dio», credo siano queste le parole che Cristo ci sta rivolgendo. Attende la tua e la mia risposta. (Padri Silvestrini) 

                          • Anna
                            Anna si è appena iscritto/a
                            • Aldejes

                              Madre Teresa
                              Quando sentiva qualcuno che si lamentava perché vedeva poca santità nella Chiesa, rispondeva” Ti lamenti perché vedi poca santità nella Chiesa? Aiutala! fatti Santo! Non serve a niente gridare è buio! è buio! Quando è buio l’unica cosa da fare è accendere la luce, anzi, l’unica cosa importante è diventare noi la luce lasciandoci accendere da Gesù”.

                              • VienieSeguimi
                                VienieSeguimi ha pubblicato un articolo Vangelo 20 Novembre + commento

                                Dal Vangelo secondo Luca 19,1-10
                                In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand'ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». 

                                OMELIA 
                                Ecco un altro piccolo uomo che cerca Gesù! Lo cerca tra la folla, ma la sua statura non gli consente di vedere. Deve correre avanti e salire per vedere. Occorre staccarsi da terra ed elevarsi verso l'alto per vedere. Occorre essere disposti a lasciare tutto per seguire Cristo e Zaccheo era ricco, molto ricco! Egli era convinto, come spesso capita, di poter essere lui il protagonista di quella ricerca e di quel desiderato incontro. Capita esattamente il contrario: noi muoviamo i prima passi, poi è il Signore che alza lo sguardo verso di noi per darci anche quello che non osiamo sperare: «Gesù alzò lo sguardo». Questo sguardo del Signore ci riconduce ad un altro episodio del Vangelo, quello del giovane ricco che dichiara di aver sempre osservato i comandamenti. Dopo questa dichiarazione l'evangelista ci dice che Gesù «fissatolo lo amò». È proprio vero quando Gesù ci guarda ci ama e opera prodigi per noi. Zaccheo, sorpreso da tanta inattesa benevolenza, accoglie con gioia il Signore nella sua casa, lo accoglie come salvatore e redentore. Infatti ci fa ascoltare la sua umile e sincera confessione, accompagnata dal proposito di riparare adeguatamente al male fatto: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». È essenziale e completa la formula assolutoria che Gesù proferisce: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa». Per fugare poi le solite accuse: «È andato ad alloggiare da un peccatore!», ribadisce che «Il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Questa è la missione che Cristo affiderà poi ai suoi e alla sua Chiesa. (Padri Silvestrini) 

                                • Aldejes

                                  FELICITA’

                                  Si è felici
                                  quando si è realizza ciò che si è,
                                  e si continua ad essere felici
                                  quanto più si cammina
                                  lungo il sentiero
                                  della propria vocazione.

                                  • Aldejes

                                    SE NON TUO

                                    Se non sarò Tuo
                                    che avrò vissuto a fare ?

                                    senza cercare
                                    la pienezza della Vita,

                                    senza osservare
                                    le verità di me stesso
                                    attraverso la luce
                                    della Tua verità,

                                    senza ascoltare
                                    il vento della Tua voce
                                    dirigermi verso la vera Via,

                                    senza toccare
                                    con la mia mano un’altra mano
                                    con il mio sorriso un altro sorriso
                                    con l’amore che ho, un altro amore

                                    senza morire
                                    ogni giorno avendo vissuto davvero,

                                    avrò vissuto invano,
                                    se non sarò stato Tuo,
                                    Signore.

                                    • Aldejes

                                      LEGATO A TE

                                      Non sia tanto la gioia di averTi
                                      a tenermi legato a Te, Signore,
                                      nè la paura di perderti,
                                      quanto entrambe le cose.

                                      • Aldejes

                                        Quante persone, nascoste al mondo, scopriremo un giorno essere eroi.

                                        4 ottobre 1922

                                        "Oggi ho visto precipitare in inferno un gran numero di anime. Tra esse vi era una fanciulla di quindici anni che malediceva i genitori perchè non le avevano insegnato ad amare Dio, nè che c'è un inferno! Essa diceva che la sua vita, benchè così breve, era stata piena di peccati, poichè si era concesse tutte le soddisfazioni che il suo corpo e le sue passioni esigevano. Essa si accusava soprattutto di aver letto libri cattivi. [...]

                                        Il demonio gridava: "So quale è il mezzo migliore per impadronirmi delle anime! ...quello di eccitare in loro il desiderio del piacere e quello di primeggiare ... "io la prima in tutto! ...niente umiltà, ma godere! Ecco ciò che mi assicura la vittoria, che le fa cadere qui in abbondanza!". [...]
                                        Intesi il demonio, a cui un'anima era sfuggita, costretto a confessare la sua impotenza: "Confusione! Confusione! ... come sfuggono tante anime? eppure erano mie ... (ed enumerava i loro peccati). Lavoro senza tregua e tuttavia mi sfuggono ... Ciò avviene perchè c'è qualcuno che offre le sue sofferenze e ripara per esse!".

                                        Dal libro: "INVITO ALL'AMORE", Messaggi a Sr Josefa Menendez.

                                        • Aldejes
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                                          Il silenzio del mondo musulmano su Asia Bibi

                                          www.asianews.it

                                          Fra i musulmani, nessuno commenta la sorte della donna pakistana, bloccata nel suo Paese dopo essere stata assolta dall’accusa di blasfemia. Il potere della sharia e dell’islamismo influenza anche la Gran Bretagna. La sorte di Asia Bibi è simile a...

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