“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20)

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      • La vita eterna è la salute vera.
        Se dunque il vostro affetto per l'amico vi faceva desiderare per lui in questa vita la salute, ora che avete volto la vostra aspirazione alla vita eterna, in vista di questa amate anche l'amico. Tutto il vostro prodigarvi per l'amico ha l'intento di fargli condividere con voi la salute eterna. Se amate la giustizia, volete che l'amico sia giusto; se amate ubbidire a Dio, volete che anche lui sia ubbidiente; se amate la vita eterna, desiderate che l'amico regni là con voi in eterno. Se poi vedete che vi perseguita come vostro nemico, è l'iniquità che è in lui a perseguitarvi, e dovete aver misericordia nel risentirvi con lui, che è malato nell'anima. Uno che ami l'amico come l'anima sua secondo i criteri di questo mondo, si adopera a liberarlo dalla febbre, cercando per lui la salute al pari che per se stesso. Allo stesso modo voi dovete amare tutti quelli che avete cari, in vista della vita eterna, e quando nell'animo di uno trovate ira, risentimento, odio, malvagità, tenterete di liberarlo da quel male dell'animo, così come l'amico del mondo tenta di liberare dalla malattia fisica colui che ama. Dovete condurre con il vostro amore l'altro a essere quello che già voi siete. Questa sarà carità perfetta.

        Quando sarete arrivati ad essa, amerete per quell'unico fine la sposa, il figlio, il parente, il vicino, lo sconosciuto, il nemico, e sarà in voi la carità perfetta. L'averla vi farà vincere il mondo, e sarà cacciato via il principe di questo mondo. Il Signore dice: Il principe di questo mondo è gettato fuori: si riferisce alla passione che stava per subire, attraverso la quale avrebbe donato agli uomini il suo amore. Nessuno ha un amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici.

        Per essere amato, egli amò per primo; perché nessuno esitasse a morire per il suo nome, egli per primo morì per tutti. Per far crescere la carità nel cuore degli uomini, buttò fuori il diavolo, lo cacciò via dai cuori degli uomini; la cupidigia lo fa entrare in essi, la carità lo scaccia.

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            • VienieSeguimi

              "Tu non devi aver paura che Dio ti prenda la vita, tu devi aver paura che non te la prenda. Il vero terrore è che tu resti come sei, che non impari ad amare mai più di quanto ami oggi, di non andare un millimetro oltre quello che già sei, e non prepararti ad essere uno che farà felice la donna che lo sposerà, di non essere qualcuno il cui figlio dirà: "Ho un padre fantastico". Questo devi temere. Perché questo vuole fare Gesù Cristo con te e tu potresti dirgli di no." (don Fabio Rosini)

              • VienieSeguimi

                “Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
                Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò.”.

                Credere al Vangelo, significa credere al passaggio di Dio nella mia vita, che chiama proprio me, lì in ciò che faccio per vivere e magari mentre sono intento a prendermi cura di una storia consumata, stanca, affaticata, rotta in alcuni punti. Credere al Vangelo è credere alla rivoluzione di un Dio che si è fatto carne per me e che, non solo mi mostra che Lui si accorge di me e della mia storia, ma che, con essa, ci vuole fare cose grandi. Gli apostoli, non sono stati chiamati a seguire Cristo dimenticandosi del loro passato, di chi fossero e di ciò che sapessero fare, ma a usare tutto ciò per uno scopo più alto, a vedere in tutto ciò il Senso che forse non avevano mai visto. Il Signore ha un progetto grande su di te, ma ha bisogno del tuo “Sì”, della tua disponibilità da subito, di questa reattività che caratterizza le scene del Vangelo di oggi. Forse non capirai il perché del tuo lavoro, della tua storia, perché non arrivi un lavoro migliore, forse a volte sentirai la pesantezza di tutto questo. Forse non capisci perché non arrivi un lavoro. Ma stai certo che la tua storia ha un Senso profondissimo, di cui probabilmente ti devi solo accorgere. Non devi capire tutto, devi solo fidarti. Sei disposto a farlo?
                #dalvangelodioggi #IndialogoconTe

                • Enrico53
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                  • VienieSeguimi

                    Dio non mi ama perché sono buono ma - amandomi - mi rende buono.
                    Dio si compiace di me perché vede il capolavoro che sono, l'opera d'arte che posso diventare, la dignità di cui egli mi ha rivestito.
                    Allora, ma solo allora, potrò guardare al percorso da fare per diventare opera d'arte, alle fatiche che mi frenano, alle fragilità che devo superare.
                    Il cristianesimo è tutto qui, Dio mi ama per ciò che sono, Dio mi svela in profondità ciò che sono: bene-amato.
                    (don Dino Scalera)

                    • Enrico53
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                      • Enrico53
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                        • VienieSeguimi
                          VienieSeguimi ha pubblicato un articolo Vangelo 11 Gennaio + commento

                          Dal Vangelo secondo Luca 5,12-16
                          Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va' invece a mostrarti al sacerdote e fa' l'offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

                          OMELIA 
                          Se crediamo veramente che Gesù Cristo è Figlio di Dio e che seguire Gesù significa possedere la vita, avremo uno sguardo diverso sul mondo. La vita eterna è molto diversa da una evasione da questo mondo in cui viviamo. Un nuovo sangue, donato dallo Spirito, scorre nelle vene dei battezzati. Guardiamo il mondo con lo sguardo di Dio, così contribuiremo a salvarlo con i talenti che ci sono donati. Questo modo di vedere esige un certo comportamento. La vita cristiana, cioè la vita in Cristo, ci permette di vedere tutto in Dio. È molto diversa da un panteismo sempre in agguato in cui si vede Dio in tutto. 

                          • Enrico53
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                            • Aldejes
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                              MEDITAZIONE - MAESTRO, CHE COSA DEVO FARE PER EREDITARE LA VITA ETERNA? Se oggi venisse un uomo dinanzi ad un cristiano della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica e gli chiedesse: “Signor cristiano, cosa devo fare per ereditare la vita eterna?” La risposta non sarebbe certamente dalla Scrittura, dal Vangelo, dalla verità rivelata. Sarebbe dalle sue tendenze ideologiche, politiche, filosofiche, psicologiche. Sarebbe dalla cordata da lui abbracciata, ma non certo dalla verità della Scrittura, che dice con taglio nettissimo ciò che è bene e va fatto per ereditare la vita eterna e ciò che è male e va evitato se non si vuole finire nella morte eterna. Dico questo perché oggi ormai è convinzione di ognuno che il paradiso è per tutti, che l’inferno è un genere letterario del passato, che Dio non giudica nessuno, che sempre la sua misericordia ha l’ultima parola e tutti accoglie nel suo regno di luce. Non vi è neanche necessità di appellarsi alla misericordia del Signore. L’inferno è già stato dichiarato non esistente. Al massimo, se c’è, è vuoto. Non si capirebbe in questo caso perché il Signore abbia creato l’inferno per poi lasciarlo vuoto. Qualcuno potrebbe pensare: Dio si è pentito di aver creato una cosa così grave, contraria alla sua misericordia. Si sa bene che tutti questi discorsi sono in netta opposizione, contrasto con la Parola del Signore. Non però con la parola di Dio immaginata dall’uomo, ma con la Parola consegnata dallo Spirito Santo agli agiografi e da essi alla carta. La risposta di Gesù invece è ben diversa. Lui manda lo scriba, conoscitore della Scrittura, alla Legge. Tu sei scriba. Conosci la Legge. Cosa è scritto in essa? Al suo scritto ti devi attenere. E infatti lo scriba conosce bene la Legge e recita quanto è scritto nel Deuteronomio al Capitolo VI e quanto viene insegnato nel Levitico al Capitolo XIX. Si eredita la vita eterna osservando i due comandamenti principali della carità: amando Dio obbedendo alla sua Legge. Amando il prossimo obbedendo sempre alla sua Legge. Non c’è nell’amore volontà, pensiero, desiderio, decisione dell’uomo. L’amore vero, puro, l’amore che ci conduce alla vita eterna è obbedienza alla Parola di Dio, Parola che rivela come Dio va adorato, amato, ascoltato e Parola che ci rivela come il prossimo va amato, rispettato, servito. Se non c’è obbedienza alla Parola che detta i diritti di Dio e del prossimo non c’è amore. Noi oggi abbiamo spostato l’asse dell’amore: dall’obbedienza alla Legge di Dio, a tutta la Legge di Dio, siamo passati al nostro sentimento. Non si predica più la Legge come fondamento dell’amore, non ci si riferisce più al Vangelo come punto da cui partire per amare Dio e il Prossimo secondo la volontà di Dio, si parte e si insegna il sentimento personale di questo o di quell’altro. Le conseguenze sono altamente disastrose. Si abortisce e si ama. Si distrugge la famiglia e si ama. Si desidera la donna d’altri e si ama. Si pratica ogni genere di superstizione e si ama. Si calunnia e si rende falsa testimonianza e si ama. Si compiono mille azioni nefande e si ama. L’amore non è più obbedienza, ma solo sentimento. Lo scriba pone una ulteriore domanda a Gesù: “E chi è il mio prossimo?”. La risposta di Gesù va ben compresa. Noi spesso la leggiamo senza il prima, senza cioè l’obbedienza alla Legge. Ne abbiamo fatto una legge a se stessa. Nell’obbedienza perfetta alla Legge dell’amore verso Dio e verso il prossimo, chi è il mio prossimo? Prossimo è chi è dinanzi a te. Come si ama concretamente chi è dinanzi a te? Lo si ama secondo il momento particolare in sui si trova. Si trova un uomo lasciato mezzo morto dai briganti, aiutare quest’uomo è obbligo primario. Gli altri obblighi vanno abbandonati. Anche le regole dell’inimicizia vanno abbandonate. Salvare la vita a quest’uomo è priorità assoluta. Ma sempre si devono abbandonare le altre Leggi particolari? Solo in caso di urgente necessità e secondo la gravità del bisogno. Per tutti gli altri casi, la carità si organizza, si struttura. Organizzare la carità è permettere a ciascuno di servire il prossimo dalla sua missione, vocazione, sacramento, carisma. Un presbitero deve dedicarsi alla Parola e alla preghiera. È questa la sua missione. In caso di urgente bisogno lascia la sua missione, soccorre, poi ritorna a fare ciò che è suo obbligo fare. La Legge della propria missione mai va sospesa in modo permanente. Amare il prossimo infatti non è solo amare il corpo, è anche amare l’anima e lo spirito. È amare soprattutto la sua eternità di salvezza e di vita beata nel Paradiso. Per questo il ministro della Parola, della grazia, dei misteri Dio, per Cristo Gesù, nello Spirito Santo, mai deve lasciare la sua missione. Se l’abbandonasse, condannerebbe l’uomo alla morte eterna. Amare il prossimo secondo la Parola di Gesù, è amarlo nella pienezza del suo essere che è corpo, anima, spirito. È amarlo nella pienezza del suo tempo, che è anche eternità. è amarlo nella pienezza della sua vita. Il dono della vita eterna deve essere la prima carità. La più alta carità di un presbitero è la predicazione del Vangelo e la celebrazione dei sacramenti e la guida delle coscienza sulla via della pace. Per la carità verso il corpo nella Chiesa esistono i diaconi. Per questo sono stati istituiti. Madre di Dio, fa’ che sempre operiamo dalla Legge e mai dal sentimento. Sempre dall’obbedienza alla nostra missione e secondo i doni che lo Spirito Santo ci ha elargiti.

                              http://mastrosblindo.altervista.org/monsdibruno/

                            • Il Vangelo è fatto di precetti positivi e di precetti negativi. I precetti negativi sono altrettanto importanti quanto lo sono i precetti positivi. Non solo Gesù ci dice cosa è giusto che noi facciamo, ma anche cosa è giusto che noi non facciamo. La vita di discepoli di Gesù è dire si alla verità e no alla menzogna, si alla grazia e no al peccato, sì alla giustizia e no all’ingiustizia. È anche dire sì all’obbedienza e no alla disobbedienza, sì all’amore e no all’odio, sì alla luce e no alle tenebre, sì alla volontà di Dio e no alla volontà di Satana. Con il solo sì non si costruisce la vita di veri discepoli. Neanche con solo no c’è vera sequela di Gesù. Il sì al bene e il no al male sono essenza della sequela. Si e no vanno sempre rispettati. Dice Gesù ai suoi discepoli: “Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi”. Cosa sono le cose sante e cosa le perle? Chi sono i cani e chi sono i porci? Le cose sante sono i Sacramenti, il Vangelo, la Grazia. Le perle sono tutto il mistero del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo, della Chiesa. Le perle e le cose sante sono tutto il mistero della salvezza in ogni sua grazia e verità. Chi sono i cani e chi sono i porci? Sono animali impuri. Il cane, dice la Scrittura, prima vomita e poi torna a mangiare ciò che ha vomitato. I porci sono animali immondi. Da essi ci si deve tenere lontano. Cosa Gesù ci vuole insegnare attraverso queste due immagini? Partiamo dal fine del dono. Perché si dona il Vangelo? Perché ci si converta ad esso. Se una persona si rivolta contro il Vangelo, lo rifiuta, lo combatte, vi si oppone risolutamente, possiamo noi dargli la grazia che sgorga da ogni sacramento? Mai. È grazia sciupata, disprezzata, persa. Se uno non vive il sacramento del Battesimo, perché si comporta alla maniera di quanti sono del mondo e anche peggio, possiamo noi dargli la grazia che viene dalla Cresima, dall’Eucaristia, dalla Penitenza? Si dona il Vangelo, ci si converte ad esso, si conferisce il Battessimo. Si vive da veri figli di Dio, si celebra per essi la Cresima. Si è realmente pentiti, ci si accosta al sacramento della Penitenza. Si vuole vivere in Cristo e per Cristo, conformandoci a Lui nella vita e nella morte, ci si accosta al sacramento dell’Eucaristia. Se non si vive il Battesimo e la Cresima, si può ricevere il sacramento dell’Ordine Sacro? È un sacramento esposto a nullità. Manca il cristiano, manca il figlio adottivo di Dio, manca il testimone di Cristo Signore. L’insegnamento di Gesù è chiaro nella sua formulazione. Gesù nella sua vita mai ha dato il mistero del regno a quanti si sarebbero rivoltati contro di Lui per sbranarlo. Mai ha annunziato la verità in modo chiaro, palese, evidente. Si è sempre servito delle parabole. Poi è stato ed è lo Spirito Santo a spiegarle a noi nella loro più pura e santa verità. Ma Gesù è stato prudentissimo. Il Vangelo è ricco di un tale insegnamento. A volte Gesù neanche rispondeva direttamente alla domanda. Si serviva di esempi per dirottare il pensiero di quanti lo ascoltavano in altre direzioni. Gesù è stato sempre attentissimo nel parlare. Ogni parola da Lui veniva pesata, misura, calcolata. Fare oggi un discorso sul bene e sul male, prendere decisioni su ciò che può essere dato e ciò che non può essere dato, si trasforma in una infamante accusa di “omofobia”. Se uno dice che il Comandamento è Comandamento e va osservato, che il Vangelo è Vangelo e ad esso è dovuta ogni obbedienza, si è giudicati e condannati perché privi di misericordia, carità, amore. Si viene messi addirittura alla gogna, reputati incapaci di accogliere i fratelli. Un ammalato si reca in ospedale. Viene accolto nelle sue strutture. Non però per essere lasciato ammalato, ma per essere curato. Se il medico decide che si debba amputare una gamba, la gamba va amputata e se decide che è il cuore che va aperto, lui apre il cuore. Se il medico non fa tutto ciò che il paziente o i familiari reputano senza alcuna scienza che andasse fatto, subito lo accusano di mala sanità, specie se il paziente poi muore. Nessuno oggi più accusa i ministri della Parola e della grazia di cattiva gestione del loro ministero se i loro pazienti finiscono nel fuoco eterno, nella perdizione, nella maledizione per sempre, nella morte dalla quale non c’è più ritorno, che è la morte dell’anima. Anzi si vogliono ministri dei misteri Dio omissivi in ogni loro dovere nella formazione, nel governo, nella santificazione. Questo accade per due motivi. Primo: non si vede la morte eterna. Secondo: si è ciechi per vedere lo sfacelo spirituale e morale che la “cattiva sanità ecclesiale” sta producendo nella società. Si viene nella Chiesa non per essere guariti, sanati, rinnovati, rimessi in santità e grazia. Si viene per chiedere la celebrazione di sacramenti o di altri riti, che servono solo a ratificare la stato cancrenoso dell’anima e dello spirito e la sicura morte eterna che ci attende. Tutto poi viene giustificato con la negazione della vera escatologia. Ma anche tutto è giustificato con una falsa verità su Dio. su Cristo Gesù, sullo Spirito Santo, sulla Chiesa. Madre di Dio, non permettere che i misteri di Dio vengano vanamente amministrati. 
                              http://mastrosblindo.altervista.org/monsdibruno/ 

                              • Aldejes

                                Incomincia con l’ammirare ciò che Dio ti mostra, e non avrai il tempo per cercare ciò che egli ti nasconde. (A. Dumas)

                                • VienieSeguimi
                                  Blog di VienieSeguimi

                                  PREGHIERA

                                  Voglio vedere il tuo volto, Signore, voglio essere tra quelli che ti cercano, ma cosa posso prometterti, se non di cercare di recintare uno spazio per noi due, ogni giorno? Non posso fare molto più che la promessa di mantenermi fedele alla ricerca di te, di non lasciar passare un giorno senza cercarti, almeno pochi minuti, e metto questa promessa nelle mani di Maria.

                                  Però posso chiedere a te, da cui tutto ricevo senza meriti. A te che dai lo Spirito Santo a chi te lo chiede, sempre. Riempine il mio cuore, incapace di tutto.

                                  Dammi un cuore bambino, che crede, davvero, che tu, o Dio, mi sei Padre.

                                  Dammi un cuore forte, che non ha paura di darsi via, di perdere la faccia, di rischiare.

                                  Dammi un cuore mendicante, che ti chiede la grazia a ogni respiro.

                                  Dammi un cuore combattente, che rimane in trincea.

                                  Dammi un cuore generoso, che non si appartiene.

                                  Dammi un cuore capace di amare anche quando è difficile.

                                  Dammi un cuore tenace, che spera sempre contro ogni apparenza.

                                  Dammi un cuore delicato, che non ferisce.

                                  Dammi un cuore intelligente, che usa tutte le sue capacità per cercarti e poi portarti al mondo.

                                  Dammi un cuore silenzioso, che custodisce la tua Parola.

                                  Dammi un cuore da compagno, per andare in cielo con gli amici.

                                  Dammi un cuore impavido, che ti annuncia con la vita, anche quando nessuno lo chiede.

                                  Dammi un cuore ferito, che si lascia commuovere dal dolore.

                                  Dammi un cuore umile, che accoglie i suoi limiti senza paura.

                                  Dammi un cuore allegro, perché tu hai vinto la morte e noi possiamo stare con te.

                                  Dammi un cuore tutto tuo.

                                  (Costanza Miriano)

                                  • Enrico53
                                    Enrico53 ha condiviso un link
                                    • VienieSeguimi
                                      VienieSeguimi ha pubblicato un articolo Preghiera di Costanza Miriano

                                      PREGHIERA

                                      Voglio vedere il tuo volto, Signore, voglio essere tra quelli che ti cercano, ma cosa posso prometterti, se non di cercare di recintare uno spazio per noi due, ogni giorno? Non posso fare molto più che la promessa di mantenermi fedele alla ricerca di te, di non lasciar passare un giorno senza cercarti, almeno pochi minuti, e metto questa promessa nelle mani di Maria.

                                      Però posso chiedere a te, da cui tutto ricevo senza meriti. A te che dai lo Spirito Santo a chi te lo chiede, sempre. Riempine il mio cuore, incapace di tutto.

                                      Dammi un cuore bambino, che crede, davvero, che tu, o Dio, mi sei Padre.

                                      Dammi un cuore forte, che non ha paura di darsi via, di perdere la faccia, di rischiare.

                                      Dammi un cuore mendicante, che ti chiede la grazia a ogni respiro.

                                      Dammi un cuore combattente, che rimane in trincea.

                                      Dammi un cuore generoso, che non si appartiene.

                                      Dammi un cuore capace di amare anche quando è difficile.

                                      Dammi un cuore tenace, che spera sempre contro ogni apparenza.

                                      Dammi un cuore delicato, che non ferisce.

                                      Dammi un cuore intelligente, che usa tutte le sue capacità per cercarti e poi portarti al mondo.

                                      Dammi un cuore silenzioso, che custodisce la tua Parola.

                                      Dammi un cuore da compagno, per andare in cielo con gli amici.

                                      Dammi un cuore impavido, che ti annuncia con la vita, anche quando nessuno lo chiede.

                                      Dammi un cuore ferito, che si lascia commuovere dal dolore.

                                      Dammi un cuore umile, che accoglie i suoi limiti senza paura.

                                      Dammi un cuore allegro, perché tu hai vinto la morte e noi possiamo stare con te.

                                      Dammi un cuore tutto tuo.

                                      (Costanza Miriano)

                                      • Aldejes

                                        Incomincia con l’ammirare ciò che Dio ti mostra, e non avrai il tempo per cercare ciò che egli ti nasconde. (A. Dumas)

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