“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20)

MEDITAZIONE – NON DATE LE COSE SANTE AI CANI (Mons. Di Bruno)

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    Il Vangelo è fatto di precetti positivi e di precetti negativi. I precetti negativi sono altrettanto importanti quanto lo sono i precetti positivi. Non solo Gesù ci dice cosa è giusto che noi facciamo, ma anche cosa è giusto che noi non facciamo. La vita di discepoli di Gesù è dire si alla verità e no alla menzogna, si alla grazia e no al peccato, sì alla giustizia e no all’ingiustizia. È anche dire sì all’obbedienza e no alla disobbedienza, sì all’amore e no all’odio, sì alla luce e no alle tenebre, sì alla volontà di Dio e no alla volontà di Satana. Con il solo sì non si costruisce la vita di veri discepoli. Neanche con solo no c’è vera sequela di Gesù. Il sì al bene e il no al male sono essenza della sequela. Si e no vanno sempre rispettati. Dice Gesù ai suoi discepoli: “Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi”. Cosa sono le cose sante e cosa le perle? Chi sono i cani e chi sono i porci? Le cose sante sono i Sacramenti, il Vangelo, la Grazia. Le perle sono tutto il mistero del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo, della Chiesa. Le perle e le cose sante sono tutto il mistero della salvezza in ogni sua grazia e verità. Chi sono i cani e chi sono i porci? Sono animali impuri. Il cane, dice la Scrittura, prima vomita e poi torna a mangiare ciò che ha vomitato. I porci sono animali immondi. Da essi ci si deve tenere lontano. Cosa Gesù ci vuole insegnare attraverso queste due immagini? Partiamo dal fine del dono. Perché si dona il Vangelo? Perché ci si converta ad esso. Se una persona si rivolta contro il Vangelo, lo rifiuta, lo combatte, vi si oppone risolutamente, possiamo noi dargli la grazia che sgorga da ogni sacramento? Mai. È grazia sciupata, disprezzata, persa. Se uno non vive il sacramento del Battesimo, perché si comporta alla maniera di quanti sono del mondo e anche peggio, possiamo noi dargli la grazia che viene dalla Cresima, dall’Eucaristia, dalla Penitenza? Si dona il Vangelo, ci si converte ad esso, si conferisce il Battessimo. Si vive da veri figli di Dio, si celebra per essi la Cresima. Si è realmente pentiti, ci si accosta al sacramento della Penitenza. Si vuole vivere in Cristo e per Cristo, conformandoci a Lui nella vita e nella morte, ci si accosta al sacramento dell’Eucaristia. Se non si vive il Battesimo e la Cresima, si può ricevere il sacramento dell’Ordine Sacro? È un sacramento esposto a nullità. Manca il cristiano, manca il figlio adottivo di Dio, manca il testimone di Cristo Signore. L’insegnamento di Gesù è chiaro nella sua formulazione. Gesù nella sua vita mai ha dato il mistero del regno a quanti si sarebbero rivoltati contro di Lui per sbranarlo. Mai ha annunziato la verità in modo chiaro, palese, evidente. Si è sempre servito delle parabole. Poi è stato ed è lo Spirito Santo a spiegarle a noi nella loro più pura e santa verità. Ma Gesù è stato prudentissimo. Il Vangelo è ricco di un tale insegnamento. A volte Gesù neanche rispondeva direttamente alla domanda. Si serviva di esempi per dirottare il pensiero di quanti lo ascoltavano in altre direzioni. Gesù è stato sempre attentissimo nel parlare. Ogni parola da Lui veniva pesata, misura, calcolata. Fare oggi un discorso sul bene e sul male, prendere decisioni su ciò che può essere dato e ciò che non può essere dato, si trasforma in una infamante accusa di “omofobia”. Se uno dice che il Comandamento è Comandamento e va osservato, che il Vangelo è Vangelo e ad esso è dovuta ogni obbedienza, si è giudicati e condannati perché privi di misericordia, carità, amore. Si viene messi addirittura alla gogna, reputati incapaci di accogliere i fratelli. Un ammalato si reca in ospedale. Viene accolto nelle sue strutture. Non però per essere lasciato ammalato, ma per essere curato. Se il medico decide che si debba amputare una gamba, la gamba va amputata e se decide che è il cuore che va aperto, lui apre il cuore. Se il medico non fa tutto ciò che il paziente o i familiari reputano senza alcuna scienza che andasse fatto, subito lo accusano di mala sanità, specie se il paziente poi muore. Nessuno oggi più accusa i ministri della Parola e della grazia di cattiva gestione del loro ministero se i loro pazienti finiscono nel fuoco eterno, nella perdizione, nella maledizione per sempre, nella morte dalla quale non c’è più ritorno, che è la morte dell’anima. Anzi si vogliono ministri dei misteri Dio omissivi in ogni loro dovere nella formazione, nel governo, nella santificazione. Questo accade per due motivi. Primo: non si vede la morte eterna. Secondo: si è ciechi per vedere lo sfacelo spirituale e morale che la “cattiva sanità ecclesiale” sta producendo nella società. Si viene nella Chiesa non per essere guariti, sanati, rinnovati, rimessi in santità e grazia. Si viene per chiedere la celebrazione di sacramenti o di altri riti, che servono solo a ratificare la stato cancrenoso dell’anima e dello spirito e la sicura morte eterna che ci attende. Tutto poi viene giustificato con la negazione della vera escatologia. Ma anche tutto è giustificato con una falsa verità su Dio. su Cristo Gesù, sullo Spirito Santo, sulla Chiesa. Madre di Dio, non permettere che i misteri di Dio vengano vanamente amministrati. 
    http://mastrosblindo.altervista.org/monsdibruno/