“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20)

La Cultura della Vita

    Aldejes
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    Quale cultura passa sotto i nostri occhi in questi tempi moderni e di progresso ?

    Per dare una valutazione della qualità della cultura odierna, analizziamo quali insegnamenti essa contiene.

    Tenendo presente che la qualità di una società si valuta (anche e soprattutto) in base alla qualità delle relazioni tra le persone che la compongono.

    Oggi non si insegna ai ragazzi come impostare le proprie relazioni con le persone e come vivere i propri rapporti affettivi.

    Non si insegna loro a conoscere l’altro, a rispettarlo, a crescere insieme lui in maniera costruttiva, a guardarlo con sguardo contemplativo per goderne la bellezza e l’unicità, a conoscerlo in tutte le sue mille sfaccettature di creatura unica e irripetibile.

    Non si insegna a vivere l’Amore come un cammino di dono verso l’altro, in cui l’attesa del cammino stesso ha un significato e un valore immenso; poiché in quel cammino si capirà se l’altro è la persona a cui si vuole donarsi per il resto della vita in una unione totale, assoluta e completa nel matrimonio, esso rappresenta un periodo da vivere con grande serietà, con grande impegno e maturità, con grande senso di responsabilità per sé stessi e per l’altro che potrebbe essere fortemente influenzato da tale frequentazione.

    Non si insegna a pensare, discernere e giudicare cosa fa bene e cosa fa male; non si insegna a cercare la verità, la mitezza, la bontà, la misericordia, la pazienza, l’affabilità, il saper perdonare, la fedeltà, il rispetto, la sincerità, la purezza.

    Tutte cose che servirebbero per una coppia che voglia amarsi dell’amore più bello, sano e completo che ci possa essere.

    Non si insegna il senso di responsabilità e il valore del sacrificio.

    Non si insegna l’Amore nel suo significato più vero, che è quello del dono incondizionato e ad ogni costo.

    Tutte queste cose non vengono insegnate, salvo poi meravigliarsi per i divorzi in aumento, le liti nelle coppie, le relazioni infelici e vissute male. E si dà la colpa a tutto tranne che alle proprie scelte egoistiche e al proprio stile di vita in cui l’unico soggetto di cui si preoccupa è se stessi. Ci si deprime, si rimane delusi, si pensa che l’Amore vero non esista, si vive alla giornata, si coprono le ferite e ci si chiude a riccio nei confronti di tutte le meraviglie della vita, si diventa più insensibili e meno disponibili al dono di sé.

    Tutte queste cose non vengono insegnate, salvo poi suggerire ai giovani di ricorrere a vie semplici e irresponsabili per sbarazzarsi delle proprie scelte sbagliate. Questa pseudo-cultura odierna, che si definisce laica ma intende dire atea e anti-cristiana, insegna a vivere la propria sessualità fin da adolescenti, senza alcun riguardo verso l’altro ma godendo tutta l’istintività e la passione ormonale e il desiderio di piacere sfrenato e fine a se stesso.

    Poco importa di inserire un po’ di cervello e di responsabilità nelle scelte che si compiono, poco importa poiché tanto a tutto si troverà rimedio, costi quel che costi.Questa società è impregnata di una cultura di morte.

    Non si accetta la sofferenza, non si accetta il sacrificio, non si accetta l’imperfezione, non si accetta persino di invecchiare, non si accettano gli acciacchi o gli handicap, non si accetta che la vita possa andare in una maniera diversa da come la si era idealizzata.

    E’ questa la cultura dell’aborto, in cui tutto ciò che non rispecchia i propri desideri idealizzati e le proprie voglie deve essere abortito.

    Non esiste nulla che non possa essere sacrificato sull’altare della soddisfazione del proprio ego. Neppure il proprio figlio.

     

    Quali soluzioni propone questa cultura riguardo l’aborto ?

    Principalmente ne ho sentito nominare spesso due: l’introdurre dell’educazione sessuale fin dall’infanzia e l’incentivo all’uso dei preservativi da parte dei giovani.

    Dunque, anziché educare i ragazzi a comportarsi da adulti insegnando loro:

    – a sapere scegliere (vera forma di sapienza),

    – a saper dire dei no (vera forma di libertà),

    – a sapersi governare e gestire (vera forma di maturità),

    – a sapere ricercare ciò che li faccia migliorare nel bene (vera forma di intelligenza),

    – a saper discernere e decidere costruttivamente (vera forma di conoscenza)

    – a sapersi assumere le responsabilità delle proprie azioni (questo significa essere adulti),

    gli si affidano delle opzioni sessuali e gli si lanciano dei preservativi come strumenti di prevenzione. (mentre la vera prevenzione si può fare soltanto con i sani comportamenti)

    E’ come dare una pistola ad un bambino di due anni dicendogli: ”Ricordati di mettere la sicura altrimenti potrebbe sparare e potresti uccidere qualcuno”.

    Ed in effetti tale esempio calza tristemente bene, giacchè è quanto accade con numerose gravidanze giovanili; giocando ad un’età in cui non si dovrebbe parte un colpo, e qualcuno purtroppo pagherà.

    L’era più moderna della storia coincide maldestramente con l’era più povera di sapienza.

    L’uomo, pieno di orgoglio e di stolta conoscenza, cambia la verità in menzogna e usa espressioni come “libertà di scelta”, “diritto della donna”, “ognuno è padrone del proprio corpo” o “un feto non è vita”, ma sono tutte menzogne per giustificare le proprie mancanze.

    Come si potrebbe chiamare infatti NON VITA un essere o una creatura che, per quanto infinitesima, senza interventi dall’esterno a fermarla, crescerebbe fino a diventare una meravigliosa e unica persona umana ?

    Come si può chiamare “NON VITA” quella fase dell’esistenza da cui siamo passati tutti per divenire ciò che siamo oggi ?

    Io sono nato passando per la vita, non per la NON VITA!

    Ma questa cultura odierna, che è legata alla morte in maniera ormai ontologica, non fa altro che voler distruggere uno dei miracoli più sorprendenti della storia dell’umanità. Sicuramente la gioia più grande che si possa leggere negli occhi di una persona, la nascita di un bambino. Nulla regala sorrisi più luminosi quanto una nuova vita che viene al mondo.

    La Chiesa, dal canto suo, viene accusata di essere retrograda e oscurantista, di essere proibizionista e medievale, viene accusata di voler imporre dogmi e precetti morali a chi non vuole seguirli.

    Eppure è l’unica che si batte per la Vita di ogni essere umano, è l’unica che protegge i nostri figli.

    E’ l’unica che rappresenta la cultura della vita, della bellezza, della comunione, della condivisione e della fratellanza.

    È l’unica che, pur con tutti i suoi limiti umani ed i suoi conseguenti errori umani, cerca sempre ciò che fa bene all’uomo senza svendersi mai alla menzogna.

    Magari al suo interno ha persone che predicano bene e razzolano male, non vi è dubbio; ma rimane sempre coerente con i suoi principi di Amore per ogni uomo, specialmente per i più poveri, deboli, innocenti e indifesi. Su tutta la terra sono sparsi come semi di speranza i suoi missionari, i suoi fedeli impegnati, i suoi ministri, per dare non solo pane, non solo vicinanza e conforto, ma soprattutto la buona notizia della Risurrezione di Gesù Cristo, universale esempio di Amore Vero.

    Quale istituzione può vantarsi di tanto ?

    Quale istituzione ha prodotto i vari San Francesco di Assisi o Madre Teresa di Calcutta o Giovanni Paolo II ?

    Troppo spesso si evidenziano gli errori, gravissimi ed inescusabili, di alcuni ministri della Chiesa, evidentemente corrotti dal peccato, ma altrettanto spesso si dimentica l’enorme bene che tanti altri ministri portano all’umanità tutta donando la loro esistenza per amore degli uomini.

    Difendendo appunto i più deboli.

    Difendendo la vita dal suo concepimento alla sua conclusione, in ogni stadio, in ogni momento, difendendo la dignità suprema dell’uomo.

    Ebbene, mentre questa società, apparentemente libera e che non giudica, ci spinge verso una vita senza alcun valore, senza alcun principio, senza alcun rispetto per l’autorità, senza alcuna figura paterna o materna di riferimento, senza alcuna crescita in sapienza, cioè verso una vita senza sapore alcuno, la Chiesa ci invita a seguire la strada opposta.

    Molti contrabbattono che il bene e il male sono punti di vista e che non si può affermare con tanto fervore quale sia il bene (come fa la Chiesa). Eppure il bene e il male sono tanto evidenti ai giorni nostri.

    Basterebbe applicare l’assai saggio criterio insegnatoci da Gesù: ”Dal frutto si riconosce l’albero” (Luca 6,44), per vedere i frutti dei comportamenti umani; basterebbe vedere quanta depressione, frustrazione, noia, tristezza, rabbia, delusione, amarezza, diffidenza e rancore sono così diffusamente presenti nel cuore delle persone di questa società.

    Basterebbe aprire gli occhi del proprio cuore e chiedersi: “C’è Amore intorno a me ?”

    Sarebbe fin troppo facile chiedere ai ragazzi se davvero si sentono amati quando vengono usati dal proprio fidanzato o dalla propria fidanzata come oggetti sessuali per poi essere abbandonati.

    Sarebbe fin troppo facile chiedere loro se l’Amore è davvero quello che hanno vissuto o stanno vivendo, fatto di infedeltà (fedeltà infatti significa restare con l’altro in ogni difficoltà e non solo nelle gioie), di mancanza di rispetto (rispetto significa ascoltare i bisogni dell’altro e non usarlo per i propri), di mancanza della caratteristica principale dell’amore stesso che è il DONARSI VICENDEVOLE, LIBERO e CONSAPEVOLE.

    Quante relazioni dei giovani sono così ? O non sembrano piuttosto delle piccole schiavitù nelle quali si cerca reciprocamente di soddisfarsi per poi annoiarsi e abbandonarsi più traumatizzati e sfiduciati (e quindi più egoisti) di prima ?

    Sarebbe fin troppo facile vedere queste cose.

    Eppure questa cultura della morte ci ha narcotizzati al punto da non renderci conto di come e per cosa viviamo.

    Può amarci una società che ci permette con così tanta leggerezza di abortire una meraviglia della natura come può essere il nostro bambino ?

    Possibile che sia la Chiesa ad essere cattiva perché vuole invece salvare la Vita del dono più grande che esista al mondo ?Davvero siamo convinti di essere sostenuti da una società che invece di darci strumenti per la vita, ci offre strumenti per la morte ?

    E tutto questo per cosa ?

    Per la goduria di qualche anno di discoteca in più ?

    Per una casa o una macchina più grandi ?

    A quale comodità, ricchezza o stabilità abbiamo sacrificato il nostro bambino ?

     A quale paura ? Paura di non poterlo viziare ? Paura di vederlo crescere immerso in difficoltà ? Per risparmiargli delle sofferenze ?

    Tutte scuse !

    Se così fosse avrebbero dovuto abortire tutte le donne del periodo della guerra o del dopoguerra !

    Sono i troppi vizi che fanno soffrire i bambini di oggi, non certo una vita più semplice; di fatto oggi, grazie a tutta la ricchezza che possediamo, abbiamo perduto il senso del valore delle cose.

    A quale cultura abbiamo sacrificato i nostri figli dunque ?

    Mentre molte persone appartenenti a questa cultura fingono di amarci portandoci ad una scelta che molto spesso si rivela dannosa per la nostra vita, la Chiesa, che magari anche tu come molti, critichi, ci accoglie come figli nella sua casa, ci apre le porte dell’Amore vero e ci insegna come vivere l’esperienza più grande che qualsiasi essere umano possa sperimentare mentre è in vita: l’esperienza dell’Amore Vero nel reale dono di sé.

    La Chiesa ci insegna ad avere la forza di vivere ed affrontare ogni avversità, ci insegna a chiedere aiuto a chi ci sta accanto, ci insegna a non mollare mai, ci insegna ad avere speranza anche quando tutto sembra andare storto, ci insegna che ogni muro si presenta lungo il cammino non è un ostacolo ma un’occasione per dare il meglio di sè.

    La Chiesa ci insegna che non bisogna preoccuparsi delle eventuali difficoltà che incontreremo, perché le difficoltà ci sono per tutti poichè fanno parte della vita. Ci insegna che la differenza è nel come le affrontiamo, se amando ancora di più o gettando la spugna. Soprattutto ci insegna che non siamo soli a portare qualsiasi peso dovremo portare.

    La Chiesa ci insegna a fare la scelta giusta, che a distanza di anni, mentre terremo in braccio il nostro bambino meraviglioso, ci farà sentire orgogliosi di non avere mollato e felici di poter avere avuto l’occasione di trasformare una gravidanza indesiderata nell’opportunità di accogliere con Amore la Vita in tutta la sua grandezza e il suo mistero.La Chiesa ci insegna che non c’è amore più grande che dare la vita. Ci insegna che non vi è nulla di più realizzante per l’uomo, nulla che lo renda più felice, più completo, più vivo.Abbiamo tutti il dovere di annunciare la cultura della vita. Con forza, con gioia, con passione e con tutta la bellezza che appartiene all’essere umano; lasciamo entrare nella nostra vita la cultura della Vita, la cultura dell’Amore.Diventiamo promotori e testimoni della cultura della Vita. Facciamolo per ciò che veramente vale: la Vita.

    “E’ vero, il mio domani non è ancora arrivato, ma questo non significa necessariamente che il domani non sia vita. Solo perchè ancora non c’è o non lo vedi, non vuol dire che non potrà arrivare. A meno che tu non lo fermi volontariamente; in quel caso, ahimè, non arriverà.”

    (Cit. un feto di 10 settimane che vorrebbe diventare una persona ma che non viene considerato vita)

    Aldo Li Volsi

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    • Enrico53
      Di Enrico53

      Se non erro Benedetto XVI parlava di società liquida dove al centro del valore, se così possiamo chiamarlo, c’è il proprio io. Ogni cosa o persona o fatto o situazione deve necessariamente passare sotto il criterio del “mi piace”

    • Aldejes
      Di Aldejes

      Assolutamente... leggi qua che belle parole:

      "Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero... La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde - gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli uomini, sull’astuzia che tende a trarre nell’errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.

      Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É lui la misura del vero umanesimo. “Adulta” non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo. É quest’amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità. Questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo. Ed è questa fede - solo la fede - che crea unità e si realizza nella carità. San Paolo ci offre a questo proposito – in contrasto con le continue peripezie di coloro che sono come fanciulli sballottati dalle onde – una bella parola: fare la verità nella carità, come formula fondamentale dell’esistenza cristiana. In Cristo, coincidono verità e carità. Nella misura in cui ci avviciniamo a Cristo, anche nella nostra vita, verità e carità si fondono. La carità senza verità sarebbe cieca; la verità senza carità sarebbe come “un cembalo che tintinna” (1 Cor 13, 1)."

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