“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20)

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    • VienieSeguimi
      VienieSeguimi ha pubblicato un articolo Vangelo 27 Ottobre + commento

      Dal Vangelo secondo Luca 13,1-9
      In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: "Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?". Ma quello gli rispose: "Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai"».

      OMELIA
      Cristo vuole che il massacro dei Galilei e l'incidente della torre di Siloe commuovano veramente il cuore degli uomini che gli parlano, mentre essi desiderano solamente sapere se coloro che sono morti erano puniti da Dio per i loro grandi peccati. Queste persone rischiano di rinchiudersi nelle loro idee troppo umane su Dio, mentre Gesù è venuto per aprire loro la via ad una vera comunione con Dio, in una nuova vita. È vero che essi non troveranno una nuova spiegazione semplicistica alla sofferenza, ma attraverseranno gli avvenimenti, anche i più crudeli, in modo diverso, con un'altra prospettiva. Gesù soffre a non essere capito. Eppure è come quel vignaiolo, che fa l'impossibile per salvare il fico sterile. Sa che attraverso di lui deve essere salvato ciò che è perduto.

      • VienieSeguimi
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        HALLOWEEN, IL DOLCE SCHERZETTO DEL MALIGNO

        chihaorecchiintenda.altervista.org

        La festa di Halloween, quindi, è un rendere osanna al diavolo, il quale se adorato, anche solo per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona.

        • VienieSeguimi
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          Le più belle e toccanti parole e insegnamenti di Gesù di Nazareth agli uomini

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        • Versione in italiano del brano "In Jesus' Name" di Darlene Zschech. Streaming incontro del 16 aprile 2016 Ministero Rehoboth - Rivera (CH) Visita il sito : www.rehoboth.ch
          In Jesus'Name (cover italiana)
          • VienieSeguimi

            "LA COPPIA CRISTIANA"

            Che bella coppia formano due credenti che condividono la stessa speranza, lo stesso ideale, lo stesso modo di vivere, lo stesso atteggiamento di servizio!

            Ambedue fratelli e servi dello stesso Signore senza la minima divisione nella carne e nello spirito, insieme pregano, insieme s'inginocchiano e insieme fanno digiuno.

            Si istruiscono l'un l'altro, si esortano l'un l'altro, si sostengono a vicenda.

            Stanno insieme nella santa assemblea, insieme alla mensa del Signore, insieme nella prova, insieme nella persecuzione, insieme nella gioia.

            Non c'è pericolo che si nascondano qualcosa l'un l'altro, che si evitino l'un l'altro, che l'uno all'altro sian di peso.

            Volentieri essi fan visita ai malati ed assistono i bisognosi.

            Fanno elemosina senza mala voglia, partecipano al sacrificio senza fretta, assolvono ogni giorno i loro impegni senza sosta.

            Ignorano i segni di croce furtivi, rendon grazie senza alcuna reticenza, si benedicono senza vergogna nella voce.

            Salmi e inni recitano a voci alterne e fanno a gara a chi meglio sa cantare le lodi al suo Dio.

            Vedendo e sentendo questo Cristo gioisce e ai due sposi manda la sua pace.

            Là dove sono i due ivi è anche Cristo.

            (Tertulliano)

            • VienieSeguimi

              Il Signore parla negli eventi della storia, ma non bisogna essere ingenui e vedere negli eventi dei messaggi immediati. La. Storia è complessa e Gesù invita ad avere un'umiltà che si metta in ascolto, una pazienza per stare al passo del Signore e un'apertura di cuore per essere illuminati da lui nel leggere gli eventi della vita. C'è una sola via per leggere le cose alla luce di Dio, passare tempo famigliarizzando con lui. È per poter fare ciò, bisogna convertirsi e non opporre resistenza.
              (Robert Cheaib)

              • VienieSeguimi
                VienieSeguimi ha condiviso un link

                Con Te Sono Al Sicuro (Official Lyric Video) - Mirko&Giorgia | IL LUOGO SEGRETO

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                Con Te Sono Al Sicuro - Mirko&Giorgia (Official Lyric Video) acquista il nostro primo album 'IL LUOGO SEGRETO' iTunes https://itunes.apple.com/it/album/il-lu...

                • VienieSeguimi

                  OBBEDIENZA AI PASTORI DELLA CHIESA. Ogni battezzato, divenuto corpo di Cristo, si riveste di Cristo ed è chiamato – questa è la sua vocazione – a manifestare, rivelare, mostrare Cristo Gesù in ogni momento della sua vita, in ogni luogo, sempre da vero corpo di Cristo. Poiché corpo di Cristo, nella Chiesa responsabile del corpo di Cristo sono: il Papa per tutta la Chiesa, il Vescovo per tutta la Diocesi, il Parroco per tutta la Parrocchia. Il Diacono è responsabile della carità di Cristo. Non c’è gregge senza Pastore. Quando un battezzato – in forma personale o anche in forma associata –entra in una Parrocchia, prima di ogni cosa deve entrare o come vero corpo di Cristo o per lasciarsi trasformare in vero corpo di Cristo. Lui esiste ed operare solo come corpo di Cristo. Chi nella Parrocchia ha il mandato di far crescere, curare, guarire, ammaestrare, sanare, illuminare, istruire il corpo di Cristo è il Parroco. Per questo l’obbedienza al Parroco è essenza della vita del battezzato. Il Parroco amministra i misteri di Cristo Gesù. Quando si fa parte del corpo parrocchiale di Cristo, capo di questo corpo invisibilmente è Cristo, visibilmente è il Parroco in comunione gerarchica con il Vescovo. Al capo del corpo va data ogni obbedienza. L’obbedienza è ascolto della volontà di Cristo secondo la Parola. Nel momento in cui si entra in una parrocchia si diviene parte di quel corpo parrocchiale di Cristo, al capo di questo corpo va data piena obbedienza. Non si può essere sotto un pastore e non seguire le vie della verità, della giustizia, della luce che il Parroco indica. Diverso è invece il caso di chi chiede al Parroco l’uso della Chiesa. Anche in questo caso ci sono delle norme che vanno osservate e l’obbedienza è obbligatoria alle indicazioni date. Ma non si è corpo parrocchiale di Cristo, perché il corpo ha un altro capo al quale obbedire. Nella Chiesa ci sono movimenti e associazioni che usano solo i locali della Parrocchia, sotto altri capi del corpo di Cristo, che non è il Parroco. Ci sono altri la cui vocazione è quella di divenire corpo parrocchiale. Ognuno deve sapere qual è la sua essenza, la missione. Si diviene corpo parrocchiale come associazione o movimento, portando nel corpo parrocchiale la ricchezza del proprio carisma, sia personale che dell’associazione. In questo caso vi sono due leggi da osservare. Nella Chiesa le leggi del corpo vanno osservate. Il parroco, essendo capo del corpo parrocchiale, deve rispettare, sia il carisma personale di ciascuno così come anche il carisma di ogni singola associazione o movimento. Questo rispetto è essenza nella Chiesa. Non rispettare i carismi è non rispettare lo Spirito Santo. Il singolo, l’associazione, il movimento che diviene corpo parrocchiale di Cristo Gesù è obbligato a rispettare ogni indicazione ad ogni livello sia liturgico, sia pastorale, sia di altra natura, necessaria al bene del corpo. Si è nel corpo si vive secondo le regole del corpo. Se poi la singola associazione o movimento ha bisogno di celebrazioni particolari o di formazioni personalizzate, è giusto che abbia spazi suoi propri. Questi spazi nella Parrocchia vanno concordati con il Parroco. Nulla in parrocchia può avvenire senza il Parroco. Un movimento che è chiamato a vivere la missione evangelizzatrice della Chiesa, con il ricordo e l’annunzio della Parola, deve ogni obbedienza al pastore del corpo di Cristo nella Chiesa. Prima di tutto il mandato missionario si riceve dai Pastori. Si vive nella Chiesa. Il mandato può essere a livello diocesano e anche a libello parrocchiale. La Parola è data dalla Chiesa. La verità è data dalla Chiesa. La grazia è data dalla Chiesa. La liturgia è quella della Chiesa. L’obbedienza deve essere somma. Nulla senza la Chiesa. Tutto da essa. Quando poi si entra nel mondo per fare le cose del mondo, ognuno può fare le cose del mondo secondo le regole del mondo. Nelle regole del mondo deve però sempre inserire il pensiero di Cristo Gesù. Senza il pensiero di Cristo non si appartiene alla Chiesa, non si è di Cristo. Nulla è più santo di un corpo di Cristo parrocchiale che si pone in obbedienza al suo capo per le cose di Cristo e della Chiesa. L’obbedienza è la cosa più gradita al Signore. Essa produce ogni frutto di bene. Quando ci si separa dal corpo di Cristo, è la fine della missione. Madre di Dio, fa’ che ogni discepolo di Gesù viva sempre come corpo di Cristo Signore. Non permettere che ci si separi da esso. Senza Cristo non possiamo fare nulla. Mai.

                  • Aldejes
                    Argomento di discussione di Aldejes

                    E' da molto tempo che mi chiedo come sta la nostra cara madre Chiesa Cattolica, posso immaginare che nel corso dei secoli abbia dovuto passare tanti momenti difficili, ma a me pare che oggi più che mai stia attraversando un tunnel di confusione e smarrimento, specialmente in alcuni suoi pastori. Ho avuto la grazia di conoscere tanti preti santi, tuttavia molto spesso mi capita di vedere o leggere notizie di pastori che fanno o dicono cose assurde, con atteggiamenti fuori dalla dottrina e dal magistero, talvolta fuori dal Vangelo stesso.

                    Mi addolora molto vedere questo smarrimento, oltre a pregare per tutti i pastori della nostra Chiesa vorrei capire come mai questa crisi e quali possibili soluzioni si potrebbero attuare per uscirne.

                    • Andrea
                      Andrea si è appena iscritto/a
                      • VienieSeguimi

                        RIFLESSIONE SULLA CONVERSIONE. La conversione è teologica e morale insieme. Mai vi sarà conversione morale se non vi è conversione teologica. La non conversione morale attesta che non vi è conversione teologica. Conversione teologica e morale sono albero e frutto. La conversione teologica lungo tutto l’arco dell’Antico Testamento era il passaggio dalla Parola precedente del Signore alla sua ultima Parola. Era all’ultima Parola del Signore proferita per mezzo dei suoi profeti. Dio aggiungeva sempre Parola alla Parola e verità alla verità. La conversione morale è l’adeguamento della nostra obbedienza all’ultima Parola del Signore. Si obbedisce a Malachia se si vuole obbedire secondo verità a Mosè. Viene Gesù. Inizia la sua missione. Chiede la conversione teologia. Passare dai profeti di prima alla sua Parola. Questa conversione teologica necessariamente esige la conversione morale. Il Discorso della Montagna chiede una giustizia che va oltre quella degli scribi e dei farisei. Non si tratta di qualche aggiunta o modifica. Si tratta di vera differenza sostanziale, essenziale. Vi è una sostanza diversa, una verità diversa, una obbedienza diversa. Quale conversione è chiesta oggi al popolo del Signore? Teologicamente si deve operare il passaggio dalla nostra volontà alla volontà di Gesù. Non però alla volontà pensata, immaginata, inventata. Si tratta di passare alla volontà di Gesù scritta. Al suo Vangelo. Tutte le interpretazioni di due mila anni di teologia illuminano il Vangelo, ma non sono il Vangelo. Il Vangelo è infinitamente oltre. Esso è sempre nuovo e attuale. Esso è sempre di oggi, mai di ieri. Ci dobbiamo convertire ad ogni Parola del Vangelo. Esso è il compimento di tutta la Scrittura. È il Vangelo la chiave ermeneutica di tutta la Parola del Signore. Quanto non è conforme al Vangelo, non è verità per noi. Se non è verità, non merita la nostra attenzione. Per convertirsi bisogna volere la conversione. Senza volontà nessuna conversione sarà possibile. Come ieri Gesù chiedeva al suo popolo la conversione alla sua Parola, così anche oggi chiede a noi la conversione al suo Vangelo. La conversione è quotidiana, mai finisce. Ogni giorno il Vangelo va ascoltato. Ogni giorno va compreso nello Spirito Santo secondo la fede e la sana dottrina della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica. Ogni giorno ad esso va data piena obbedienza. L’obbedienza è data alla verità del Vangelo che è dallo Spirito. Se non c’è conversione teologica al Vangelo, mai potrà essere conversione morale. La nostra immoralità è segno che non siamo convertiti al Vangelo. Senza conversione ogni annunzio è vano, vuoto. Un non cristiano nel cuore e nella mente non può annunciare Cristo. Può una persona la cui missione è quella di annunciare e ricordare il Vangelo al mondo intero svolgere il suo ministero, il suo compito, il suo mandato senza la conversione e teologica e morale al Vangelo? Sarebbe vera contraddizione chiedere l’obbedienza dalla disobbedienza. L’immoralità rivela la nostra non conversione. La poca moralità dice poca conversione. La moralità superficiale dice che siamo convertiti superficialmente. Ogni carenza nella conversione è carenza di missione. Un missionario senza obbedienza a nulla serve. Conversione teologica, conversione morale, missione sono una cosa sola. Se una di queste cose manca, sempre mancheranno anche le altre. Insieme stanno, insieme cadono. Insieme vivono. Insieme muoiono. Dalla non conversione ma si potrà costruire il regno di Dio. Senza conversione sia teologica che morale si può fare qualsiasi cosa. Una cosa sola mai si potrà fare: la missione dell’annunzio e del ricordo del Vangelo. Dall’immoralità o poca moralità il Vangelo non si ricorda. Non è nel nostro cuore. Per noi non sarà in nessun altro cuore. Madre di Dio, ottieni da Cristo Gesù una vera conversione al suo Vangelo. Saremo veri missionario del suo Vangelo, del suo Regno.

                        • VienieSeguimi

                          RIFLESSIONE SULLA CONVERSIONE. La conversione è teologica e morale insieme. Mai vi sarà conversione morale se non vi è conversione teologica. La non conversione morale attesta che non vi è conversione teologica. Conversione teologica e morale sono albero e frutto. La conversione teologica lungo tutto l’arco dell’Antico Testamento era il passaggio dalla Parola precedente del Signore alla sua ultima Parola. Era all’ultima Parola del Signore proferita per mezzo dei suoi profeti. Dio aggiungeva sempre Parola alla Parola e verità alla verità. La conversione morale è l’adeguamento della nostra obbedienza all’ultima Parola del Signore. Si obbedisce a Malachia se si vuole obbedire secondo verità a Mosè. Viene Gesù. Inizia la sua missione. Chiede la conversione teologia. Passare dai profeti di prima alla sua Parola. Questa conversione teologica necessariamente esige la conversione morale. Il Discorso della Montagna chiede una giustizia che va oltre quella degli scribi e dei farisei. Non si tratta di qualche aggiunta o modifica. Si tratta di vera differenza sostanziale, essenziale. Vi è una sostanza diversa, una verità diversa, una obbedienza diversa. Quale conversione è chiesta oggi al popolo del Signore? Teologicamente si deve operare il passaggio dalla nostra volontà alla volontà di Gesù. Non però alla volontà pensata, immaginata, inventata. Si tratta di passare alla volontà di Gesù scritta. Al suo Vangelo. Tutte le interpretazioni di due mila anni di teologia illuminano il Vangelo, ma non sono il Vangelo. Il Vangelo è infinitamente oltre. Esso è sempre nuovo e attuale. Esso è sempre di oggi, mai di ieri. Ci dobbiamo convertire ad ogni Parola del Vangelo. Esso è il compimento di tutta la Scrittura. È il Vangelo la chiave ermeneutica di tutta la Parola del Signore. Quanto non è conforme al Vangelo, non è verità per noi. Se non è verità, non merita la nostra attenzione. Per convertirsi bisogna volere la conversione. Senza volontà nessuna conversione sarà possibile. Come ieri Gesù chiedeva al suo popolo la conversione alla sua Parola, così anche oggi chiede a noi la conversione al suo Vangelo. La conversione è quotidiana, mai finisce. Ogni giorno il Vangelo va ascoltato. Ogni giorno va compreso nello Spirito Santo secondo la fede e la sana dottrina della Chiesa una, santa, cattolica, apostolica. Ogni giorno ad esso va data piena obbedienza. L’obbedienza è data alla verità del Vangelo che è dallo Spirito. Se non c’è conversione teologica al Vangelo, mai potrà essere conversione morale. La nostra immoralità è segno che non siamo convertiti al Vangelo. Senza conversione ogni annunzio è vano, vuoto. Un non cristiano nel cuore e nella mente non può annunciare Cristo. Può una persona la cui missione è quella di annunciare e ricordare il Vangelo al mondo intero svolgere il suo ministero, il suo compito, il suo mandato senza la conversione e teologica e morale al Vangelo? Sarebbe vera contraddizione chiedere l’obbedienza dalla disobbedienza. L’immoralità rivela la nostra non conversione. La poca moralità dice poca conversione. La moralità superficiale dice che siamo convertiti superficialmente. Ogni carenza nella conversione è carenza di missione. Un missionario senza obbedienza a nulla serve. Conversione teologica, conversione morale, missione sono una cosa sola. Se una di queste cose manca, sempre mancheranno anche le altre. Insieme stanno, insieme cadono. Insieme vivono. Insieme muoiono. Dalla non conversione ma si potrà costruire il regno di Dio. Senza conversione sia teologica che morale si può fare qualsiasi cosa. Una cosa sola mai si potrà fare: la missione dell’annunzio e del ricordo del Vangelo. Dall’immoralità o poca moralità il Vangelo non si ricorda. Non è nel nostro cuore. Per noi non sarà in nessun altro cuore. Madre di Dio, ottieni da Cristo Gesù una vera conversione al suo Vangelo. Saremo veri missionario del suo Vangelo, del suo Regno.

                          • Edoardo Brungiu
                            Edoardo Brungiu è ora amico di Aldejes
                              Edoardo Brungiu
                                Aldejes
                                • Aldejes
                                  Aldejes è ora amico di Edoardo Brungiu
                                    Aldejes
                                      Edoardo Brungiu
                                      • Aldejes

                                        Benedetto XVI
                                        «Un pastore della #Chiesa non deve decidere in base agli applausi o meno dei #media; la misura è il #Vangelo, la #fede, la sana dottrina, la #tradizione» #genswain

                                      • SEMPRE I SOLITI PECCATI: l'esame di coscienza particolare nel video spiego in breve la pratica dell' "esame di coscienza particolare", strumento preziosissimo per sperimentare la potenza dello Spirito Santo nella vita quotidiana a partire dalla...
                                        Sempre i soliti peccati (Don Paolo Sensi)
                                      • DEVO CONFESSARMI TUTTE LE VOLTE PRIMA DELLA COMUNIONE?
                                        DEVO CONFESSARMI TUTTE LE VOLTE PRIMA DELLA COMUNIONE? (Don Paolo Sensi)
                                        • Aldejes

                                          Oggi ti lodo Signore perchè la Tua presenza è fonte di Consolazione per la nostra vita, nonostante i problemi e le difficoltà, nonostante la precarietà e le preoccupazioni, sapere che Tu Signore ci sei e sei nostro Padre, ci rassicura perchè comunque vada Tu sarai con noi e non perderemo mai la speranza. Grazie Signore !

                                          • VienieSeguimi
                                            VienieSeguimi ha pubblicato un articolo Vangelo 26 Ottobre + commento

                                            Dal Vangelo secondo Luca 12,54-59
                                            In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: "Arriva la pioggia", e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: "Farà caldo", e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo». 

                                            OMELIA 
                                            Cristo si scontra con la cecità. Gli uomini non riconoscono ciò che per lui è più evidente, cioè la certezza che il regno di Dio è vicino. Eppure essi sanno guardare, sanno che il vento del mare porta la pioggia ed il vento del deserto il caldo. Per uscire da questa cecità non possiamo restare passivi, come se i segni della venuta del regno fossero dei miracoli che potremmo guardare come spettatori. Si tratta piuttosto di riconoscere la volontà di Dio e di farla. Cristo ci dice anche ciò che è al centro dalla volontà di Dio: riconciliarci con gli altri nel nostro cammino. Il perdono ci fa entrare nell'evidenza di Gesù; il regno di Dio è vicino. In questo modo noi prepariamo la venuta di Dio. E Cristo insiste: rifiutare la riconciliazione è come chiudere la porta del regno di Dio. 

                                            • Edoardo Brungiu
                                              Edoardo Brungiu si è iscritto al gruppo Lode e ringraziamento

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