I capi giudei vengono ad arrestare Gesù e lo portano ad essere giudicato da Pilato. Pilato lo trova innocente, ma poiché voleva compiacere la folla, condanna comunque Gesù a morte!

Leggi la storia – Luca 22:47 – 23:25

Mentre Gesù ancora parlava con i discepoli, arrivò molta gente. Giuda, uno dei Dodici, faceva loro da guida. Si avvicinò a Gesù per baciarlo. Allora Gesù disse:

— Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?

Quelli che erano con Gesù, appena si accorsero di ciò che stava per accadere, dissero:

— Signore, usiamo la spada?

E in quel momento uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro.

Ma Gesù intervenne e disse:

— Lasciate, basta così!

Toccò l’orecchio di quel servo e lo guarì.

Poi Gesù si rivolse ai capi dei *sacerdoti, ai capi delle guardie del Tempio e alle altre autorità del popolo che erano venuti contro di lui e disse: «Siete venuti con spade e bastoni, come per arrestare un delinquente. Eppure io stavo ogni giorno con voi, nel Tempio, e non mi avete mai arrestato. Ma questa è l’ora vostra: ora si scatena il potere delle tenebre».

Le guardie del Tempio arrestarono Gesù e lo portarono nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Alcuni accesero un fuoco in mezzo al cortile e si sedettero. Pietro si mise insieme a loro.

Una serva lo vide là, seduto presso il fuoco, lo guardò bene e poi disse:

— Anche quest’uomo era con Gesù!

Ma Pietro negò e disse:

— Donna, non so chi è!

Poco dopo, un altro vedendo Pietro disse:

— Anche tu sei uno di quelli.

Ma Pietro dichiarò:

— Uomo, non sono io!

Dopo circa un’ora, un altro affermò con insistenza:

— Sono sicuro: anche quest’uomo era con Gesù: infatti viene dalla Galilea.

Ma Pietro protestò:

— Io non so quel che tu dici.

In quel momento, mentre Pietro ancora parlava, un gallo cantò.

Il Signore si voltò verso Pietro e lo guardò. Pietro allora si ricordò di quel che il Signore gli aveva detto: «Oggi, prima che il gallo canti, avrai dichiarato tre volte che non mi conosci».

Poi uscì fuori e pianse amaramente.

Intanto gli uomini che facevano la guardia a Gesù lo deridevano e lo maltrattavano. Gli bendarono gli occhi e gli domandavano: «Indovina! Chi ti ha picchiato?». E lanciavano contro di lui molti altri insulti.

Appena fu giorno, si riunirono le autorità del popolo, i capi dei sacerdoti e i maestri della Legge. Fecero condurre Gesù davanti al loro tribunale e gli dissero:

— Se tu sei il Messia, dillo apertamente a noi.

Ma Gesù rispose:

— Anche se lo dico voi non mi credete. Se invece vi faccio domande voi non mi rispondete. Ma d’ora in avanti il Figlio dell’uomo starà accanto a Dio Onnipotente.

Tutti allora domandarono:

— Dunque, tu sei proprio il *Figlio di Dio?

Gesù rispose loro:

— Voi stessi lo dite! Io lo sono!

I capi allora conclusero: «Ormai non abbiamo più bisogno di prove! Noi stessi lo abbiamo udito direttamente dalla sua bocca».

Tutta quell’*assemblea si alzò e condussero Gesù da Pilato. Là, cominciarono ad accusarlo: «Quest’uomo noi lo abbiamo trovato mentre metteva in agitazione la nostra gente: non vuole che si paghino le tasse all’imperatore romano e pretende di essere il Messia-re promesso da Dio».

Allora Pilato lo interrogò:

— Sei tu il re dei Giudei?

Gesù gli rispose:

— Tu lo dici!

Pilato quindi si rivolse ai capi dei sacerdoti e alla folla e disse:

— Io non trovo alcun motivo per condannare quest’uomo.

Ma quelli insistevano dicendo: «Egli crea disordine tra il popolo. Ha cominciato a diffondere le sue idee in Galilea; ora è arrivato fin qui e va predicando per tutta la Giudea».

Quando Pilato udì questa accusa domandò se quell’uomo era galileo. Venne così a sapere che Gesù apparteneva al territorio governato da *Erode. In quei giorni anche Erode si trovava a Gerusalemme: perciò Pilato ordinò che Gesù fosse portato da lui.

Da molto tempo Erode desiderava vedere Gesù. Di lui aveva sentito dire molte cose e sperava di vederlo fare qualche miracolo. Perciò, quando vide Gesù davanti a sé, Erode fu molto contento. Lo interrogò con insistenza, ma Gesù non gli rispose nulla. Intanto i capi dei sacerdoti e i maestri della Legge che erano presenti lo accusavano con rabbia. Anche Erode, insieme con i suoi soldati, insultò Gesù. Per scherzo gli mise addosso una veste splendida e lo rimandò da Pilato. Erode e Pilato erano sempre stati nemici tra di loro: quel giorno invece diventarono amici.

Pilato riunì i capi dei sacerdoti, altre autorità e il popolo, e disse loro:

— Voi mi avete portato qui quest’uomo come uno che mette disordine fra il popolo. Ebbene, ho esaminato il suo caso pubblicamente davanti a voi. Voi lo accusate di molte colpe, ma io non lo trovo colpevole di nulla. Anche Erode è dello stesso parere: tant’è vero che lo ha rimandato da noi senza condannarlo. Dunque, quest’uomo non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò lo farò flagellare e poi lo lascerò libero.

Ma tutti insieme si misero a gridare:

— A morte quest’uomo! Vogliamo libero Barabba!

Barabba era stato messo in prigione perché aveva preso parte a una sommossa del popolo in città e aveva ucciso un uomo.

Pilato parlò di nuovo ai presenti perché voleva liberare Gesù. Ma essi gridavano ancora più forte:

— In croce! In croce!

Per la terza volta Pilato dichiarò:

— Ma che male ha fatto quest’uomo? Io non ho trovato in lui nessuna colpa che meriti la morte. Perciò lo farò frustare e poi lo lascerò libero.

Essi però insistevano a gran voce nel chiedere che Gesù venisse crocifisso. Le loro grida diventarono sempre più forti.

Alla fine Pilato decise di lasciar fare come volevano. Avevano chiesto la liberazione di Barabba, quello che era stato messo in prigione per sommossa e omicidio, e Pilato lo liberò. Invece consegnò loro Gesù perché ne facessero quello che volevano.

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